Canto per un bambino mai nato: la nostra recensione

di Alessia Tona

Temo che dovrai abituarti a simili cose. Nel mondo in cui ti accingi ad entrare, e malgrado i discorsi sui tempi che mutano, una donna che aspetta un figlio senza essere sposata è vista il più delle volte come una irresponsabile. Nel migliore dei casi, come una stravagante, una provocatrice. O un’eroina. Mai una mamma uguale alle altre.

UN PERCORSO DI RIFLESSIONE PERSONALE – Generosa, delicata e Ironicamente dura. Dentro una stanza ricca di luoghi della mente, una donna ci apre le porte ad una realtà che ha nelle sue radici qualcosa che va oltre il pensiero pensato, oltre la scienza e il desiderio. Questa stanza, che muta la sua struttura temporale come nel sogno notturno, ci racconta la storia delle donne, di quelle (tutte) che grazie al dilemma chiamato vita, entrano in un percorso di riflessione personale partendo da quel magico segreto che solo l’essere donna può “concepire” . Le parole di una delle più discusse e interessanti figure femminili italiane ,Oriana Fallaci, ci giungono attraverso la messa in scena tratta da Lettera a un bambino mai nato, curata ed interpretata da una meravigliosa e intensa Melania Giglio. Mai due estranei legati allo stesso destino furono più estranei di noi. Mai due sconosciuti uniti nello stesso corpo furono più sconosciuti, più lontani di noi.

Una stanza tutta per lei 3

UNA FORMA CHE NON SA DIRE IL COME – Un testo che grazie all’interpretazione della Giglio ci dona profonde suggestioni emotive, riflessioni sul l’importanza della figura materna e sul rapporto estremo di vita e morte che lega due anime per sempre. É la nostra stessa presenza in questo luogo senza tempo, ci ricorda che siamo stati legati alle viscere di qualcuno che ci ha amati e ci ama profondamente in una forma che non sa dire il come.

Quadri scenici che riportano alla memoria del proprio cambiamento. Prima figli, poi figli forse poco grandi, poi, d’improvviso, generatori di vita. Divertente e ironico, ricco di passione Canto per un bambino mai nato è un inno al divenire madre mentre ci si innamora di manine appena accennate e di occhi che ancora non possono guardare, ma che fissano dal ventre stesso l’anima di chi le  custodisce.

OCCHI AZZURRI – E quando tutto sembra dire che andrà tutto bene, la vita ci porta crudelmente alla sua stessa fine prima che sia cominciato il viaggio. Poi, nell’attimo in cui tutto esplode freddamente, la vita si ama ancora più di prima. Due occhi azzurri che incrociano lo sguardo di chi osserva inerme e commosso, ci raccontano nella profondità di questa stanza tinta anch’essa di blu, le immagini di quello che è stato essere sognatrici e custodi per poco, di un altro cuore. L’immagine di una donna che fissa piccoli occhi chiusi che diventano lontani in un freddo bicchiere, poi un inno alla vita torna a far fluire il  sangue che ci riscalda teneramente il cuore .

Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda s’accende una luce. Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore.

INFO – Canto per un bambino mai nato, con Melania Giglio. Lo spettacolo fa parte della rassegna “ Una Stanza Tutta per lei”, rassegna teatrale per immaginare il femminile del terzo millennio. Direzione Artistica di Daniele Salvo. La rassegna sostiene Robert F. kennedy Human Rights Italy e ACTO Onlus ( Alleanza contro il tumore ovarico) Sino al 10 Aprile 2016 al Teatro Due di Roma. Prossimo appuntamento : Monologhi dell’Atomica con Elena Arvigo sino al 24 Gennaio.

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