Lo spettacolo “Le cinque rose di Jennifer” è una storia di solitudine e desiderio ambientata nella Napoli degli anni ’80…

“Le cinque rose di Jennifer” è una pièce teatrale scritta da Annibale Ruccello, andata in scena al Teatro India di Roma dal 5 al 9 marzo 2025. Lo spettacolo è diretto da Geppy Gleijeses, che interpreta anche il ruolo di Jennifer, affiancato da Lorenzo Gleijeses nel ruolo di Anna. La rappresentazione offre un’immersione profonda e dolorosa nell’universo di Ruccello, drammaturgo capace di raccontare con lucidità e pietà l’emarginazione, il desiderio e la solitudine.
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La Napoli vera, dove la cucina profuma di caffè
La trama si svolge nella Napoli degli anni ’80 e racconta la storia di Jennifer, un travestito romantico che vive in un quartiere popolare. Chiusa in casa, attende con ansia la telefonata di Franco, l’ingegnere di Genova di cui è innamorata. Nel frattempo, una serie di omicidi di travestiti nel quartiere aumenta la tensione e l’isolamento della protagonista.
Lo spettacolo si muove su un doppio binario: da un lato il realismo minuzioso degli oggetti quotidiani, della casa, dei piccoli riti che scandiscono la vita di Jennifer; dall’altro l’espressionismo emotivo che travolge lo spettatore, conducendolo negli abissi di una disperazione che solo a tratti si apre a brevi e illusori momenti di euforia.
Con la maschera del travestimento, Jennifer vive la sua realtà
La regia è precisa e rigorosa: l’attore non prende le distanze dal personaggio, non lo osserva con ironia o distacco, ma si immerge completamente nella sua esistenza. Jennifer non è una maschera da indossare e poi riporre, perché la sua finzione è l’unica verità che conosce. Ed è proprio questo il nodo drammatico dello spettacolo: quando Jennifer si strucca e si spoglia della sua identità scenica, non le resta altro, perché non esiste per lei una vita oltre il travestimento.
L’interpretazione di Geppy Gleijeses e Lorenzo Gleijeses è intensa e struggente, sostenuta da un sapiente lavoro sulle voci fuori campo (Nunzia Schiano, Gino Curcione, Mimmo Mignemi e Myriam Lattanzio), che amplificano il senso di isolamento e smarrimento del personaggio.
La figura del femminiello
Lo spettacolo di Annibale Ruccello incarna perfettamente la duplice anima del femminiello napoletano: da un lato la sua solitudine struggente, dall’altro la sua vitalità, la spensieratezza e la capacità di sognare. L’interpretazione di Geppy e Lorenzo Gleijeses riesce a restituire ogni sfumatura di questa figura senza mai scadere nella caricatura.
Jennifer, un’anima racchiusa tra quattro mura
Jennifer è un’anima sospesa tra realtà e fantasia, tra desiderio e disillusione. Vive nell’attesa di una telefonata d’amore che forse non arriverà mai, si rifugia nella musica e nei suoi piccoli riti quotidiani, mentre fuori dalla sua casa il mondo la emargina. Il femminiello, figura mitologica e antichissima della cultura napoletana, non è semplicemente un uomo che si veste da donna, ma una creatura di confine, capace di muoversi tra il sacro e il profano, tra il dolore e la festa, tra la cruda realtà e il sogno più acceso.
Lo spettacolo restituisce con maestria tutti gli aspetti di questa figura: la malinconia struggente della solitudine e dell’emarginazione, la spensieratezza quasi infantile che porta Jennifer a canticchiare per casa e a vivere di piccoli sogni, e infine la comicità irresistibile, resa ancora più viva dalla forza espressiva del dialetto napoletano.
Lo spettacolo è un viaggio emozionante nel mondo di Ruccello, capace di raccontare con delicatezza e intensità un universo fragile e potentissimo, dove i sogni brillano anche quando la realtà sembra spegnerli.
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Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

