Nel film Il Padrino, Michael Corleone rinuncia a Satana davanti all’altare mentre i suoi uomini eliminano gli avversari della famiglia
Il montaggio alterna rito e omicidi, facendo coincidere la distanza fisica del personaggio con la piena assunzione del comando.*
Due azioni nello stesso tempo
Verso la conclusione del Padrino, diretto da Francis Ford Coppola nel 1972, Michael partecipa come padrino al battesimo del bambino di Connie e Carlo. Nello stesso intervallo, uomini della famiglia Corleone raggiungono diversi avversari e preparano una serie coordinata di omicidi. La sequenza non presenta prima la cerimonia e poi le esecuzioni: il montaggio di William Reynolds e Peter Zinner passa ripetutamente dalla chiesa agli altri luoghi, riunendo le azioni in un unico piano.
La cerimonia tiene insieme la sequenza
Le domande del sacerdote e le risposte di Michael costituiscono la principale continuità sonora. Le formule del battesimo proseguono mentre l’immagine mostra spostamenti, attese e armi preparate. Quando il film torna all’altare, Michael è ancora immobile davanti al fonte battesimale. La sua posizione non cambia, mentre cambiano gli spazi nei quali i suoi ordini vengono eseguiti. Il rito fornisce così una struttura stabile a una successione di azioni separate.
Gli omicidi ridotti all’essenziale
Gli obiettivi vengono colpiti in luoghi distinti fra New York e Las Vegas. Ogni episodio è breve e contiene soltanto gli elementi necessari per riconoscere vittima, esecutore e modalità dell’attacco. Il film non sviluppa ciascun delitto come una scena autonoma: li dispone in una progressione per accumulo. L’assenza di dialoghi chiaramente distinguibili negli episodi violenti lascia alle immagini, all’organo e alle parole della cerimonia il compito di costruire il ritmo comune.
La rinuncia pronunciata da Michael
Il punto centrale arriva quando il sacerdote chiede a Michael se rinunci a Satana, alle sue opere e alle sue seduzioni. Michael risponde affermativamente, mentre il montaggio continua a mostrare gli omicidi ordinati dalla famiglia. Il contrasto non dipende da un commento esterno e non richiede una spiegazione psicologica. Nasce dall’accostamento fra una formula religiosa pronunciata correttamente e le azioni che si svolgono nello stesso tempo per volontà del personaggio.
Il potere esercitato a distanza
L’American Film Institute indica il montaggio del battesimo come il culmine della crescente violenza del film. La sequenza non riunisce soltanto più omicidi in pochi minuti: mostra una nuova forma di comando. Michael non impugna le armi e non si trova sui luoghi delle esecuzioni, ma ne determina tempi e obiettivi. Il montaggio parallelo rende visibile questa separazione fra decisione e azione. Davanti all’altare, il personaggio appare fermo; fuori dalla chiesa, l’organizzazione che dirige modifica gli equilibri fra le famiglie.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

