Last Updated on 02/10/2026
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 e tratto dal romanzo di Nicola Lagioia, il film “La città dei vivi” racconta una storia di formazione interrotta dalla violenza…
La città dei vivi, il nuovo film diretto da Edoardo Gabbriellini, arriva nei cinema italiani il 1° ottobre 2026, dopo essere stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti.
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi nel 2020, il film racconta la storia di un giovane la cui esistenza viene improvvisamente sconvolta dalla violenza. Una vicenda che intreccia il percorso individuale del protagonista con il ritratto di una città attraversata da solitudini, relazioni e contraddizioni.
La trama: una giovinezza interrotta dalla violenza
Al centro di La città dei vivi c’è Luca, un ragazzo di 23 anni interpretato da Emanuele Maria Di Stefano. Cresciuto in una famiglia adottiva che lo ama, conduce una vita apparentemente serena. Una vita spesa tra gli amici, la fidanzata e gli spostamenti dalla periferia al centro della città.
Come molti giovani della sua età, Luca sta ancora cercando di capire quale direzione dare alla propria esistenza. Dietro una quotidianità fatta di affetti e abitudini si nasconde però una dimensione più complessa, segnata dalla distanza tra ciò che mostra agli altri e quello che custodisce dentro di sé.
Una sera, un incontro apparentemente casuale interrompe bruscamente questo equilibrio. Da quel momento, la storia assume i contorni di un racconto di formazione spezzato, nel quale la violenza e le sue conseguenze diventano centrali.
Dal romanzo di Nicola Lagioia al grande schermo
Il film nasce dal libro La città dei vivi di Nicola Lagioia, pubblicato nel 2020 da Einaudi e ispirato a un caso di cronaca realmente accaduto a Roma nel 2016.
Attraverso testimonianze, documenti e corrispondenza, lo scrittore ha costruito un’indagine narrativa che supera la semplice ricostruzione dei fatti, approfondendo le dinamiche psicologiche e sociali legate alla vicenda.
Solitudine, trasgressione, rapporti umani e contraddizioni della società contemporanea sono alcuni dei temi affrontati nel romanzo, che l’adattamento cinematografico rielabora scegliendo una prospettiva incentrata sulla vita del protagonista.
La regia di Edoardo Gabbriellini
Nella trasposizione cinematografica, Edoardo Gabbriellini sceglie di allontanarsi dalla ricostruzione strettamente cronachistica, concentrandosi sul percorso umano di Luca e sulle relazioni che definiscono la sua esistenza.
Il film adotta un linguaggio prevalentemente asciutto e naturalistico, alternato a momenti dal registro più lirico. La violenza non viene rappresentata esplicitamente, ma suggerita attraverso una narrazione che privilegia le conseguenze emotive degli avvenimenti.
Le persone che circondano il protagonista assumono così un ruolo significativo, contribuendo a costruire un ritratto collettivo della città. Roma non è soltanto il contesto geografico della vicenda, ma uno spazio attraversato da incontri, solitudini e tensioni sociali.
Il cast di La città dei vivi
A interpretare il protagonista è Emanuele Maria Di Stefano, nel ruolo di Luca. Accanto a lui, il cast comprende Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei e Valerio Mastandrea.
Attraverso i personaggi e le loro relazioni prende forma il mondo del giovane protagonista, sospeso tra il desiderio di indipendenza, la dimensione familiare, i legami sentimentali e la ricerca della propria identità.
La dimensione corale del racconto permette di osservare la vicenda individuale anche attraverso le persone che fanno parte della quotidianità di Luca.
La presentazione a Venezia e la produzione
Prima dell’uscita nelle sale, La città dei vivi è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026, nell’ambito della sezione Orizzonti.
Il film è una produzione Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film. La fotografia è firmata da Amine Messadi, mentre il montaggio è affidato a Jacopo Ramella Pajrin.
La scenografia è curata da Marcella Mosca e i costumi da Marta Passarini. Il suono è affidato a Maricetta Lombardo e Alessandro Bonfanti, mentre gli effetti visivi sono realizzati da Ermanno Di Nicola.
L’adattamento del romanzo di Lagioia porta così sul grande schermo una vicenda legata alla cronaca italiana, scegliendo di raccontarla attraverso la vita di un giovane e le relazioni che lo circondano, fino all’evento che interrompe il suo percorso verso l’età adulta.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

