Last Updated on 02/04/2025
Boomers è un viaggio emozionante tra ricordi, videogiochi e musica, per raccontare un’Italia che cambia attraverso la lente del teatro

Il Teatro Brancaccio di Roma ha ospitato, nelle serate del 1 e 2 aprile, Boomers, l’ultimo spettacolo di Marco Paolini. Un’opera che intreccia narrazione, teatro-canzone e tecnologia per raccontare la memoria collettiva di una generazione attraverso un’inedita prospettiva virtuale.
Uno spettacolo tra ricordo e videogioco
Paolini, maestro del teatro di narrazione, costruisce una drammaturgia che fonde passato e futuro. Il protagonista, Nicola, alter ego dell’autore, entra in un mondo virtuale progettato dal figlio programmatore per rivivere la propria giovinezza nel bar della mitica Jole. Questo luogo diventa il cuore del racconto, un crocevia di storie in cui si riflettono i cambiamenti dell’Italia.
Il linguaggio dello spettacolo è al tempo stesso giocoso e nostalgico, tra ricordi di faide politiche, primi amori e serate passate a immaginare il futuro. La memoria si ricostruisce in uno scenario da realtà virtuale, con una narrazione non lineare che rievoca momenti chiave della nostra storia.
Boomers affronta con ironia e riflessione i luoghi comuni di questa generazione
Lo spettacolo affronta con ironia e riflessione alcuni dei luoghi comuni della generazione dei boomer: convinzioni radicate, oggi spesso superate, che hanno influenzato la società per decenni. Si ride e si riflette su temi come la disinformazione sull’HIV negli anni Ottanta o il fenomeno delle televendite di Wanna Marchi, simbolo di un’epoca in cui la televisione dominava il quotidiano.
Emblematica è la scena che rievoca lo sbarco sulla Luna, un evento seguito con sacralità dalle famiglie riunite davanti alla TV. Un contrasto con il presente, in cui le informazioni viaggiano in tempo reale e la magia della scoperta sembra dissolversi nella frenesia dell’aggiornamento costante.
Un altro tema ricorrente è il valore del possesso e della durata: l’ambita lavatrice o automobile, acquistata e poi quasi mai usata per paura di rovinarla. Un’idea di consumo distante dall’odierno modello usa e getta.
Musica e parole: un viaggio tra realtà e finzione
La colonna sonora originale di Patrizia Laquidara e Alfonso Santimone non è un semplice accompagnamento, ma un elemento narrativo fondamentale. Laquidara, che sul palco interpreta Jole, porta la sua voce intensa e poliedrica, alternando momenti sussurrati a esplosioni liriche che danno respiro alla drammaturgia.
Paolini, con la sua consueta maestria, alterna riflessione e ironia, usando la voce come strumento principale per costruire immagini potenti. La scenografia, essenziale ma evocativa, sospende la storia in un tempo indefinito, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.
Un teatro che interroga e provoca
Boomers non è una semplice rievocazione nostalgica, ma una riflessione sulla trasmissione dell’esperienza tra generazioni e sulla crisi del rapporto tra padri e figli in un’epoca in cui il virtuale sembra sovrapporsi al reale.
Marco Paolini esplora miti, fissazioni e contraddizioni di una generazione cresciuta in un’Italia in trasformazione, con uno spettacolo intenso, originale e profondamente attuale. Ancora una volta, il teatro si conferma uno strumento potente per interrogare il nostro tempo.
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Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

