Non solo un passaggio commerciale, ma un vero monumento alla modernità. Così Galleria Vittorio Emanuele II ha cambiato il volto della città

Inaugurata nel 1877 su progetto di Giuseppe Mengoni, la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano fu pensata come un salotto urbano coperto. La grande volta in ferro e vetro, alta oltre 47 metri, copre un percorso a croce che collega Piazza del Duomo con Piazza della Scala. La struttura è un capolavoro dell’ingegneria ottocentesca: 353 tonnellate di ferro e 2.000 metri quadrati di vetro per creare uno spazio arioso e luminoso.
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Architettura e modernità
La pavimentazione a mosaico, gli affreschi allegorici e le decorazioni in stile eclettico esprimono il gusto della borghesia milanese in ascesa. La Galleria anticipa il concetto di centro commerciale moderno, fondendo architettura monumentale e funzioni quotidiane: negozi, caffè, librerie.
Uno spazio vivo
Oggi la Galleria è ancora un luogo di vita urbana, punto d’incontro per milanesi e turisti. La sua architettura è diventata simbolo della Milano moderna: elegante, dinamica, internazionale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

