Ven. Apr 17th, 2026

Le Domus de Janas sarde diventano patrimonio Unesco

Domus de Janas
Domus de Janas

Piccoli santuari ipogei risalenti a oltre 6.000 anni fa, sparsi tra necropoli e villaggi, le Domus de Janas ottengono un riconoscimento che ne conferma l’importanza storica e culturale

La decisione del Comitato UNESCO, riunitosi a Parigi nel luglio 2025, ha incluso le Domus de Janas tra i beni del Patrimonio Mondiale, riconoscendole come il 61º sito italiano – una testimonianza dell’eccellenza della cultura funeraria prenuragica sarda. Scavate nel periodo compreso tra il Neolitico Medio e l’età del Bronzo, queste strutture ipogee non sono semplicemente tombe: rappresentano un ponte tra vita e aldilà, un riflesso della spiritualità delle antiche comunità isolane.

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Architettura e simbolismo

Il sito seriale comprende decine di Domus de Janas, concentrate soprattutto nel centro-nord dell’isola, spesso raggruppate in necropoli legate a comunità e insediamenti – tra le più significative, quelle di Anghelu Ruju (Alghero), Mesu ’e Montes (Ossi), Monte Siseri (Putifigari) e Sant’Andrea Priu (Bonorva). Queste “case delle fate” riproducono in miniatura gli spazi domestici, con corridoi, camere, pilastri e soffitti scolpiti. Pareti ornati da spirali, zig‑zag, protomi taurine e pitture in ocra evocano simboli religiosi, di fertilità e rigenerazione, a testimonianza di un culto dei defunti complesso e profondamente radicato.

Continuità culturale e riuso

Scavate inizialmente nel IV millennio a.C. (culture di San Ciriaco e Ozieri), le Domus de Janas si usarono e modificarono fino alla civiltà nuragica e oltre. Alcuni ipogei furono ricollegati ad epoche storiche come il periodo romano o bizantino, evidenziando una funzione sacra persistente. Questo dialogo tra continuità e trasformazione rafforza l’eccezionale valore universale del sito, che conserva tracce di pratiche, credenze e strutture architettoniche millenarie.

La strada verso l’UNESCO

Il dossier di candidatura, promosso dall’Associazione CeSIM e sostenuto dalla Rete comunale delle Domus de Janas con capofila Alghero, ha fatto leva sul criterio III della Convenzione UNESCO: la capacità di rappresentare una tradizione culturale scomparsa. Coordinata dal Ministero della Cultura, con il contributo economico della Regione Sardegna, la candidatura ha coinvolto soprintendenze, musei e municipi di numerosi Comuni islandesi, su una rete territoriale ampia e integrata.

Una nuova era per il patrimonio sotterraneo

Il riconoscimento UNESCO è quindi un’occasione per rafforzare la tutela, la ricerca e la valorizzazione turistica sostenibile. Le Domus de Janas, con le loro storie scolpite nella roccia, diventano così ambasciatrici della Sardegna prenuragica nel mondo, aprendo al visitatore uno scrigno di memoria e mistero.

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