Mar. Ott 13th, 2026

Tesori dei Faraoni: un viaggio nell’antico Egitto alle Scuderie del Quirinale

Tesori dei Faraoni: un viaggio nell'antico Egitto alle Scuderie del Quirinale
Tesori dei Faraoni: un viaggio nell'antico Egitto alle Scuderie del Quirinale

Last Updated on 15/12/2025

Dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026, Roma ospita un’importante mostra dedicata alla civiltà egizia, con una selezione esclusiva di 130 reperti provenienti dai principali musei egiziani. Un’occasione unica per scoprire l’arte, la cultura e il potere dei faraoni

A partire dal 24 ottobre 2025, le Scuderie del Quirinale di Roma ospiteranno la mostra Tesori dei Faraoni, un progetto che raccoglie 130 capolavori provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor. Molti di questi reperti sono esposti per la prima volta fuori dall’Egitto, offrendo ai visitatori un’opportunità unica di ammirare da vicino oggetti di straordinaria bellezza e valore storico. Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio, questa esposizione è frutto di una stretta collaborazione tra diverse istituzioni, tra cui il Ministero della Cultura italiano, MondoMostre e il Supreme Council of Antiquities of Egypt.

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Un viaggio nel cuore della civiltà egizia

La mostra, illuminata dal light designer Francesco Murano, si articola in un percorso che esplora vari aspetti della cultura egizia: dal potere delle élite alla fede religiosa, dalla vita quotidiana alla morte, intesa come trasformazione spirituale. Il primo impatto con la mostra è segnato dalla magnificenza dell’oro, simbolo divino e di eternità. Tra i pezzi più significativi spicca il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, insieme a una serie di gioielli e amuleti che raccontano la raffinatezza artistica e il simbolismo politico della società egizia.

La morte e il rito del passaggio

Un’altra sezione fondamentale della mostra è quella dedicata ai rituali funerari e alla concezione egizia dell’aldilà. Tra gli oggetti esposti spiccano il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, e una serie di statuette shabti, vasi canopi e papiri del Libro dei Morti. Questi reperti testimoniano l’incredibile attenzione dei faraoni e della loro corte nei preparativi per il viaggio nell’aldilà, un aspetto che rivela l’importanza della fede e del rito nella cultura egizia.

La quotidianità del potere

Accanto agli oggetti più solenni, la mostra offre anche uno spunto sulla vita quotidiana dei funzionari e dei nobili egiziani. Un esempio significativo è la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, che rappresenta un raro esempio di affetto familiare, usato in vita e poi deposto nella tomba. Questi oggetti quotidiani arricchiscono la comprensione della società egizia, spesso conosciuta più per la sua magnificenza regale che per le sue pratiche di vita quotidiana.

La città d’oro di Amenofi III

Uno degli aspetti più affascinanti dell’esposizione è la sezione dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, recentemente scoperta da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti rinvenuti in questo sito testimoniano la vita e il lavoro degli artigiani che contribuirono a costruire la grandezza dei faraoni. La “Città d’Oro” restituisce un’immagine viva e tangibile della civiltà egizia, con particolare attenzione al lavoro e alla produttività quotidiana.

La regalità divina e il mistero del faraone

La mostra culmina con una serie di statue e rilievi che celebrano la divinità dei faraoni. La maestosa maschera d’oro di Amenemope, insieme ad altre opere come la Triade di Micerino e la statua di Hatshepsut, incarna l’idea che il faraone fosse una figura divina. Questi capolavori artistici non solo rappresentano il potere terreno del faraone, ma anche il suo legame con il divino, una fusione che ha caratterizzato la figura del sovrano egizio per millenni.

Un’esperienza di approfondimento e coinvolgimento

Oltre alla mostra, è previsto un ampio programma di mediazione culturale. Un catalogo curato da Zahi Hawass e arricchito dalle fotografie di Massimo Listri permetterà ai visitatori di approfondire la conoscenza dei reperti esposti. Inoltre, le audioguide, disponibili in più lingue e incluse nel biglietto d’ingresso, offriranno una narrazione dettagliata, con interventi anche di Roberto Giacobbo e dello stesso Zahi Hawass.

L’esperienza è ulteriormente arricchita da attività didattiche e visite guidate, pensate per tutte le età. Dai laboratori per bambini alle attività per le scuole, la mostra diventa un’occasione di apprendimento pratico e interattivo, in grado di coinvolgere anche i più giovani nelle meraviglie dell’Antico Egitto.

Il valore della cooperazione culturale

Il progetto Tesori dei Faraoni rappresenta anche un simbolo di cooperazione tra Italia ed Egitto, due nazioni legate da millenni di storia comune. Le Scuderie del Quirinale diventano il palcoscenico di un dialogo culturale che va oltre la semplice esposizione di oggetti, per diventare un’occasione di scambio e crescita reciproca. Il sostegno di grandi sponsor come Intesa Sanpaolo ed ENI, insieme alla partecipazione di EgyptAir, dimostra l’importanza della cultura come strumento di unione e di valorizzazione reciproca tra le due civiltà.

Tesori dei Faraoni non è solo un’esposizione, ma un invito a riflettere sulla grandezza di una civiltà che, pur essendo distante nel tempo, continua a influenzare e affascinare il mondo contemporaneo. Un’occasione imperdibile per immergersi nella storia e nella cultura egizia, con un’attenzione particolare ai legami tra il passato e il presente, tra l’Egitto e l’Italia.

Il contributo della luce

«Con l’Egitto non si gioca. I reperti sono fragilissimi, la carta, il legno, i tessuti e persino alcuni pigmenti non tollerano più di 50 lux. Ma questo non significa rinunciare all’effetto narrativo: al contrario, è un’occasione per costruire un’esperienza più rarefatta, immersiva, quasi sacra». Francesco Murano ha lavorato con LED calibrati, micro-sagomatori e filtri anti UV/IR, testando sul campo decine di combinazioni per garantire resa cromatica elevata (CRI > 95) e una luce senza dispersioni. Ogni faretto è stato regolato manualmente in cantiere, a opere già posizionate.

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