Mar. Ott 6th, 2026

Al Teatro India danza e tecnologia si uniscono in Sex.Exe

Sex.Exe
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In scena al Teatro India di Roma il 10 e 11 dicembre, la performance di Pablo Ezequiel Rizzo con la drammaturgia di Eliana Rotella fonde danza contemporanea, arti visive e tecnologia…

Sex.EXE, in scena al Teatro India di Roma il 10 e 11 dicembre 2025, è uno di quegli spettacoli che non si limitano a essere visti: si attraversano. È un’esperienza immersiva, un dispositivo scenico che apre lo sguardo e allo stesso tempo lo interroga, costringendoci a riconsiderare la nostra posizione di spettatori, il nostro modo di guardare il corpo e ciò che pensiamo di sapere su di esso. Nel progetto di Pablo Ezequiel Rizzo, sostenuto da una drammaturgia lucida e stratificata di Eliana Rotella, danza, tecnologia e arti visive non convivono semplicemente: si mescolano, si contaminano, si riscrivono a vicenda.

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Tre corpi nudi protagonisti della scena

L’ingresso in scena dei tre performer – Alessandra Cozzi, Elena Della Manna, Eleonora Gambini – è un manifesto teorico prima ancora che fisico. I loro movimenti bidimensionali, ispirati alle iconografie antiche, ricreano un corpo ridotto a traccia, a silhouette schiacciata dentro codici rigidi. C’è un senso di sospensione, quasi un respiro trattenuto: quei corpi sembrano esistere solo perché qualcuno, altrove, li sta guardando e definendo. La scelta di far emergere estetiche diverse – dal geroglifico alla pittura rupestre, dal vaso greco all’immagine sacra – non è una citazione sterile: è l’affermazione di una genealogia della rappresentazione, una storia di riduzioni e semplificazioni che ancora oggi pesa sul nostro immaginario.

La tridimensionalità stupisce lo spettatore

La forza del lavoro esplode quando questa bidimensionalità inizia a incrinarsi. I corpi si spostano fuori dall’icona, rompono la superficie, cercano un volume, una densità. Il passaggio alla tridimensionalità non è una semplice evoluzione del linguaggio coreografico: è un atto politico. Rizzo costruisce una partitura fisica che restituisce al corpo le sue zone d’ombra, la sua complessità sensoriale, le tensioni interne che sfuggono alle categorie binarie e ai ruoli prescritti. La scena si espande, si fa porosa; la tecnologia non sovrasta ma amplifica, come un controcampo emotivo che segue la trasformazione.

Corpi messi a nudo perché vivi e non per essere mostrati

L’effetto complessivo è potente: Sex.EXE mette a nudo la storia dell’oggettificazione senza moralismi, mostrando come la liberazione non avvenga per rottura improvvisa, ma per una lenta e necessaria riconquista di spazio, di profondità, di possibilità. Nella parte finale, i corpi appaiono finalmente “vivi”: non come immagini da consumare, ma come presenze intraducibili, mutevoli, irriducibili a qualsiasi forma fissa.

Uno spettacolo che include e fa riflettere

La proposta di Rizzo e Rotella è chiara: non basta decostruire gli stereotipi, bisogna costruire nuovi immaginari. Sex.EXE riesce nell’impresa offrendo una visione radicalmente inclusiva, fluida, che celebra la libertà di essere e di mostrarsi senza chiedere permesso. Un lavoro necessario, capace di restituire dignità al corpo come luogo di scelta, non di imposizione. Una performance che conferma il Teatro India di Roma come spazio di ricerca fondamentale per la nuova danza contemporanea.

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