Tra il 1890 e il 1943, cinque artisti hanno rappresentato strade, grattacieli, sale cinematografiche e traffico di New York. Le opere mostrano il passaggio dalla veduta urbana alla trasformazione astratta della città in linee, colori e ritmo…
Childe Hassam, Spring Morning in the Heart of the City
Childe Hassam dipinse Spring Morning in the Heart of the City nel 1890 e rielaborò la tela tra il 1895 e il 1899. La scena raffigura la zona a ovest di Madison Square Park, lungo Fifth Avenue.
Nell’angolo inferiore sinistro compare l’ingresso del Fifth Avenue Hotel, identificato dal portico classico, dal grande orologio circolare e da due lampioni a gas. Alberghi, teatri, ristoranti e sale da concerto avevano reso Madison Square uno dei centri dell’intrattenimento cittadino.
George Bellows, New York
George Bellows completò New York nel febbraio del 1911. Il punto di vista guarda verso Madison Square dall’incrocio tra Broadway e la 23ª strada, ma il dipinto non riproduce fedelmente un unico luogo.
Bellows riunì elementi osservati in diversi distretti commerciali, creando una veduta immaginaria. Pedoni, carri trainati da cavalli, automobili, tram, insegne ed edifici affollano lo spazio e rendono difficile individuare un centro stabile della composizione.
Georgia O’Keeffe, Radiator Building—Night, New York
Nel 1927 Georgia O’Keeffe dipinse Radiator Building—Night, New York. Il grattacielo emerge nella notte attraverso finestre illuminate, fasci di luce e passaggi di colore che attraversano il cielo scuro.
Nella parte alta della composizione compare in rosso il nome di Alfred Stieglitz, fotografo, gallerista e marito dell’artista. L’edificio occupa quasi interamente il formato verticale, mentre la città viene ridotta al rapporto tra architettura, luce elettrica e oscurità.
Edward Hopper, New York Movie
New York Movie, realizzato da Edward Hopper nel 1939, mostra l’interno di un cinema. Sulla sinistra compaiono una parte dello schermo, le file di sedili e alcuni spettatori; sulla destra una maschera in uniforme resta in piedi accanto a una parete illuminata.
Le due zone sono separate dall’architettura e presentano condizioni luminose differenti. La sala è scura e orientata verso lo schermo, mentre la figura si trova in uno spazio laterale più chiaro.
Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie
Piet Mondrian realizzò Broadway Boogie Woogie tra il 1942 e il 1943, dopo essersi trasferito a New York nel 1940. Il dipinto è formato da linee orizzontali e verticali suddivise in piccoli segmenti rossi, blu, gialli, bianchi e grigi.
Rispetto alle composizioni precedenti dell’artista, le barre nere scompaiono e la griglia viene interrotta da numerosi rettangoli colorati. Il titolo unisce Broadway alla musica boogie-woogie, che Mondrian aveva conosciuto negli Stati Uniti.
Cinque immagini della metropoli
Le opere seguono alcuni cambiamenti della città e della sua rappresentazione. Hassam osserva Madison Square; Bellows riunisce traffico e folla in una veduta composita; O’Keeffe concentra l’immagine sul grattacielo illuminato; Hopper entra in uno spazio dedicato al cinema.
Con Mondrian, New York non viene più descritta attraverso edifici o persone. La città è richiamata da una griglia di linee e intervalli cromatici, legata nel titolo al ritmo della musica americana.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

