Mer. Set 30th, 2026

Gli abiti Mondrian di Yves Saint Laurent, quando la pittura entrò nell’alta moda

l’abito Mondrian di Yves Saint Laurent
l’abito Mondrian di Yves Saint Laurent

Nella collezione haute couture autunno-inverno 1965, Yves Saint Laurent presentò una serie di abiti dedicati a Piet Mondrian. Le superfici geometriche furono costruite unendo parti diverse di jersey di lana, senza cuciture visibili all’esterno…

Nel luglio del 1965 Yves Saint Laurent presentò a Parigi la collezione haute couture per l’autunno e l’inverno. Tra i modelli compariva una serie di abiti da cocktail realizzati come omaggio al pittore olandese Piet Mondrian.

I capi riprendevano elementi riconoscibili delle composizioni geometriche dell’artista: linee ortogonali, superfici bianche e campi di colore rosso, blu e giallo. Non erano accessori applicati dopo la confezione, ma parti della struttura stessa degli abiti.

Dal dipinto al capo indossabile

Le opere mature di Mondrian sono organizzate attraverso linee verticali e orizzontali che suddividono la superficie in rettangoli di dimensioni differenti. Saint Laurent trasferì questo principio su abiti dalla forma lineare, adattandolo alle proporzioni del corpo.

Il riferimento pittorico rimaneva immediatamente leggibile, ma doveva convivere con esigenze diverse da quelle di una tela: il capo aveva un davanti, un retro, aperture e volumi necessari per essere indossato.

Il jersey di lana lavorato a intarsio

Gli abiti furono realizzati in jersey di lana mediante un lavoro di intarsio. Porzioni di tessuto nero, bianco e colorato vennero tagliate e unite per formare la composizione.

Il Musée Yves Saint Laurent Paris specifica che il procedimento non lasciava cuciture visibili sulla superficie esterna. Il disegno geometrico non era quindi ottenuto con una stampa: derivava dall’assemblaggio dei singoli elementi tessili.

Questo sistema permetteva alle linee nere e ai rettangoli colorati di coincidere con la costruzione materiale del capo.

Una serie composta da più modelli

L’espressione “abito Mondrian” viene spesso utilizzata al singolare, ma l’omaggio comprendeva diversi vestiti. I modelli modificavano la disposizione delle linee, le dimensioni dei campi e l’alternanza dei colori.

Le fotografie e i bozzetti conservati dal museo documentano più abiti da cocktail appartenenti alla stessa collezione. L’elemento comune era il trasferimento del linguaggio geometrico di Mondrian nella progettazione sartoriale.

Un dialogo tra due discipline

Saint Laurent dedicò nel corso della carriera diversi capi agli artisti che ammirava. La serie del 1965 segnò l’inizio dichiarato di questo dialogo tra moda e arti visive.

Negli abiti Mondrian la pittura non viene citata soltanto come decorazione. Il riferimento determina taglio, distribuzione delle superfici e unione dei tessuti. Il passaggio dalla tela all’abito avviene attraverso gli strumenti propri dell’alta moda: progettazione, proporzione e costruzione sartoriale.

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