Nel racconto della conquista normanna dell’Inghilterra compare un corpo celeste dalla lunga coda, osservato da un gruppo di uomini. L’Arazzo di Bayeux raffigura il passaggio della cometa di Halley nella primavera del 1066, pochi mesi prima della battaglia di Hastings…
L’Arazzo di Bayeux è un’opera dell’XI secolo che racconta gli eventi legati alla conquista normanna dell’Inghilterra. Nonostante il nome tradizionale, non è un arazzo tessuto al telaio: è un ricamo realizzato su tela di lino, formato da nove pezze unite tra loro e lungo circa settanta metri.
Le immagini seguono il conflitto dinastico che oppose Harold Godwinson a Guglielmo, duca di Normandia. La narrazione si conclude con la fuga delle truppe anglosassoni dopo la battaglia di Hastings, combattuta il 14 ottobre 1066.
La cometa sopra gli uomini
In una delle scene alcuni personaggi indicano un corpo luminoso nel cielo. La figura presenta una parte centrale e una lunga coda, caratteristiche che permettono di riconoscerla come una cometa.
L’immagine è accompagnata dall’iscrizione latina Isti mirant stella, riferita agli uomini che osservano meravigliati l’astro. Il fenomeno viene inserito nel racconto accanto agli avvenimenti politici che precedettero l’invasione normanna.
Il passaggio nella primavera del 1066
Il corpo celeste raffigurato è stato identificato con la cometa di Halley, apparsa nei cieli europei nella primavera del 1066. Il suo passaggio avvenne dopo l’incoronazione di Harold e prima dello sbarco dell’esercito di Guglielmo in Inghilterra.
La cometa non viene rappresentata secondo criteri astronomici moderni. La scena conserva però l’immagine medievale di un fenomeno realmente avvenuto e osservato nello stesso anno della conquista.
Perché allora non si chiamava Halley
Nel 1066 il corpo celeste non era conosciuto con il nome attuale. La denominazione deriva dall’astronomo inglese Edmond Halley, che nel 1705 studiò le comete osservate nel 1531, nel 1607 e nel 1682.
Halley concluse che si trattava dello stesso oggetto, caratterizzato da un’orbita periodica, e ne predisse il ritorno. La cometa ricomparve nel 1758, dopo la morte dell’astronomo. In seguito, i calcoli orbitali permisero di collegarla anche alle apparizioni più antiche, compresa quella del 1066.
Il dettaglio tra storia e astronomia
La cometa occupa soltanto una piccola porzione del ricamo, ma collega due cronologie precise: il passaggio di un corpo celeste e gli eventi culminati nella battaglia di Hastings.
L’Arazzo di Bayeux non registra il fenomeno con strumenti scientifici. Ne conserva però una rappresentazione contemporanea, inserita nel racconto visivo di uno degli anni decisivi della storia inglese.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

