Nel 1936 Salvador Dalí intervenne su una riproduzione in gesso della Venere di Milo conservata al Louvre. Sei cassetti funzionanti e altrettanti pompon di pelliccia trasformarono il calco in una nuova scultura…
La Venere di Milo è una statua greca di età ellenistica, datata al terzo quarto del II secolo avanti Cristo. Fu scoperta nel 1820 sull’isola di Milo e giunse al Museo del Louvre l’anno successivo.
La scultura, realizzata in marmo di Paro, rappresenta Afrodite. L’opera è incompleta: mancano il braccio sinistro, gran parte del braccio destro e il piede sinistro. Il corpo è composto da due elementi di marmo uniti all’altezza dei fianchi.
L’intervento realizzato nel 1936
Nel 1936 Salvador Dalí utilizzò un calco in gesso della statua antica per creare Venus de Milo with Drawers. La riproduzione aveva dimensioni pari a circa la metà dell’originale conservato a Parigi.
Dalí non intervenne quindi sul marmo del Louvre. L’opera del Novecento fu costruita modificando una copia materiale già esistente.
I sei cassetti funzionanti
Nella superficie del calco furono inseriti sei cassetti apribili, distribuiti tra fronte, torace, addome e ginocchio. Ogni cassetto è dotato di un elemento metallico e di un pompon di pelliccia.
I cassetti non sono soltanto forme disegnate o modellate sul corpo. Sono elementi funzionanti che possono essere aperti e richiusi. La scultura conserva la sagoma della Venere, ma introduce parti mobili estranee al modello antico.
Dal corpo alla struttura di un mobile
L’intervento modifica la relazione tra figura umana e oggetto. Il corpo mantiene la posa e le proporzioni generali della statua, ma viene trattato anche come una superficie dotata di scomparti.
Il titolo dell’opera descrive direttamente questa trasformazione: una Venere di Milo con cassetti. Il riferimento alla scultura antica rimane leggibile, mentre le aperture rendono il nuovo lavoro autonomo rispetto al modello.
Due opere distinte
La Venere del Louvre e quella di Dalí differiscono per data, materiale, dimensioni e autore. La prima è una statua ellenistica in marmo; la seconda è una scultura del 1936 realizzata modificando una riproduzione in gesso.
Non si tratta quindi di un restauro, di una ricostruzione delle parti mancanti o di un intervento sull’originale. Dalí utilizza un calco riconoscibile come punto di partenza per produrre un’altra opera.
La copia come materiale artistico
Venus de Milo with Drawers mostra come la riproduzione di un’opera possa essere trasformata senza modificare il manufatto originale. La somiglianza con la statua antica permette di identificare immediatamente il modello.
I cassetti e i pompon cambiano però la struttura, i materiali e il funzionamento della figura. La copia non viene presentata come sostituto della Venere di Milo, ma diventa il supporto materiale di un lavoro del Novecento.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

