Mar. Ago 25th, 2026

Firenze in cinque opere: un itinerario tra Rinascimento e Manierismo

Il Perseo di Benvenuto Cellini
Il Perseo di Benvenuto Cellini

Cinque opere ancora legate ai luoghi e alle istituzioni di Firenze seguono oltre un secolo di arte. Bronzo, affresco, tela e marmo mostrano tecniche diverse e il ruolo delle committenze religiose e civili

Nel Museo dell’Opera del Duomo si conservano i battenti originali della porta orientale del Battistero, realizzati da Lorenzo Ghiberti tra il 1425 e il 1452 in bronzo dorato. Le dieci formelle quadrate sostituirono lo schema a ventotto riquadri quadrilobati adottato nelle porte precedenti. Ogni pannello riunisce più episodi dell’Antico Testamento e combina rilievi di profondità diversa con architetture costruite secondo la prospettiva.

La Trinità di Masaccio

Nella terza campata della navata sinistra di Santa Maria Novella si trova la Trinità, affrescata da Masaccio nel 1425-1426. Dio Padre sostiene la croce; la colomba dello Spirito Santo, Maria e san Giovanni occupano lo spazio della cappella dipinta, mentre i due committenti sono collocati più in basso. Alla base compare uno scheletro accompagnato da un’iscrizione sulla morte. La prospettiva fa apparire profonda una struttura tracciata sulla superficie piana del muro.

La Nascita di Venere di Botticelli

Agli Uffizi, la Nascita di Venere di Sandro Botticelli, datata intorno al 1485, rappresenta l’arrivo della dea sulla costa di Cipro. Venere è in piedi sopra una grande conchiglia; Zefiro e una figura femminile la sospingono verso terra, dove un’altra figura le porge un mantello fiorito. L’opera è dipinta a tempera su tela, supporto differente dalla tavola della Primavera e usato nel Quattrocento anche per lavori decorativi destinati alle dimore nobiliari.

Il David di Michelangelo

La Galleria dell’Accademia conserva il David, affidato a Michelangelo dall’Opera del Duomo nel 1501 e portato a termine nel 1504. Con la base, la statua misura 517 centimetri. Il giovane eroe è raffigurato in piedi, con la fionda appoggiata sulla spalla, prima del confronto con Golia. Destinato inizialmente alla cattedrale, il marmo fu collocato davanti a Palazzo Vecchio e trasferito all’Accademia nel 1873 per proteggerlo.

Il Perseo di Benvenuto Cellini

Sotto la Loggia dei Lanzi, in posizione avanzata verso Piazza della Signoria, si trova il Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini. Commissionato da Cosimo I de’ Medici nel 1545 e presentato nel 1554, il gruppo è in bronzo. Perseo regge la testa recisa mentre il corpo di Medusa giace ai suoi piedi. La collocazione pubblica mette l’opera in rapporto diretto con Palazzo Vecchio e con le altre sculture della piazza, secondo una funzione civica documentata fin dalla metà del Cinquecento.

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