Le Marilyn serigrafate da Andy Warhol derivano da una fotografia promozionale realizzata per il film Niagara nel 1953. Il ritaglio del volto e la sua ripetizione spiegano perché quell’immagine appartenga insieme al cinema, alla pubblicità e all’arte
La fonte è una fotografia di Gene Kornman utilizzata per promuovere Niagara, diretto da Henry Hathaway e distribuito nel 1953. Marilyn Monroe vi appare con il volto leggermente ruotato, lo sguardo verso l’obiettivo e le labbra socchiuse. Non si tratta di un fotogramma della storia, ma di un’immagine pubblicitaria preparata per la circolazione del film. Il suo compito era rendere la protagonista riconoscibile anche fuori dalla sala cinematografica.
Warhol elimina il contesto
Nel 1962 Andy Warhol riprese quella fotografia e la tagliò intorno al viso. Scomparvero le spalle e gran parte dello spazio circostante; capelli, occhi e bocca furono concentrati in un formato quasi quadrato. Il collegamento con Niagara rimase nella fonte, ma non nella scena rappresentata: nell’opera non compaiono ambientazione, costume narrativo o altri personaggi. Resta un volto già diffuso dai mezzi di comunicazione, trasformato in una matrice riproducibile.
La serigrafia separa fotografia e colore
In Gold Marilyn Monroe, realizzata nel 1962, Warhol stampò il volto con inchiostro serigrafico sopra una tela dipinta con acrilico. La testa occupa una zona relativamente piccola al centro di un ampio fondo dorato. Fotografia e campiture cromatiche appartengono a passaggi distinti: il colore non descrive in modo naturalistico la pelle, le palpebre o i capelli, ma si sovrappone alla struttura in bianco e nero derivata dalla fotografia.
La stessa matrice produce immagini diverse
Nel Marilyn Diptych, anch’esso del 1962, il volto viene ripetuto in serie su due pannelli affiancati. La metà sinistra è a colori, quella destra in bianco e nero. Le impressioni non risultano identiche: cambiano la quantità d’inchiostro, la nitidezza dei contorni e la registrazione tra immagine e colore. Alcuni volti sono pieni e leggibili, altri appaiono sbiaditi o incompleti. La ripetizione mostra quindi sia l’efficienza del procedimento sia le sue irregolarità materiali.
Perché quel volto sembra già visto
L’immagine era già pubblica prima di entrare nell’opera di Warhol. Era stata prodotta per promuovere una star, distribuita attraverso fotografie e materiali cinematografici e riconosciuta senza bisogno di riferimenti alla trama del film. Warhol non inventò un nuovo ritratto di Monroe: isolò un’immagine esistente e ne cambiò formato, tecnica e ritmo di apparizione. Il passaggio da Niagara alla serigrafia rende visibile il percorso con cui un volto fotografico diventa un’immagine seriale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

