Per più di due secoli e mezzo, alle spalle della giovane de Ragazza che legge una lettera davanti alla finestra aperta è apparsa una parete quasi vuota. Il restauro concluso nel 2021 ha restituito un quadro nel quadro, modificando l’equilibrio e il tema della scena
Johannes Vermeer dipinse la Ragazza che legge una lettera davanti alla finestra aperta intorno al 1657-1659. Nella versione conosciuta fino a pochi anni fa, la giovane era isolata contro una parete chiara, mentre il riflesso del suo volto compariva nel vetro. Una radiografia eseguita nel 1979 rivelò però, dietro la superficie visibile, un dipinto raffigurante un Cupido nudo. La scoperta fu pubblicata nel 1982, ma per decenni si ritenne possibile che fosse stato Vermeer a cancellare la figura.
La ridipintura non era dell’autore
Il progetto di ricerca e restauro avviato nel 2017 ha riesaminato radiografie, riflettografie infrarosse e immagini microscopiche, insieme alla tela e alla storia conservativa. Sono stati analizzati campioni di colore e, con il sostegno del Rijksmuseum, l’intera superficie è stata studiata mediante fluorescenza a raggi X. I risultati hanno escluso che la copertura fosse autografa: la ridipintura venne applicata da un’altra mano almeno alcuni decenni dopo l’esecuzione del quadro e dopo la morte di Vermeer.
La rimozione con il bisturi
All’inizio del 2018 le Staatliche Kunstsammlungen Dresden decisero di eliminare lo strato aggiunto. Il conservatore Christoph Schölzel lavorò ad alto ingrandimento, rimuovendo la ridipintura con un bisturi. Il procedimento permetteva di conservare i residui di vernice sopra la pittura originale. L’intervento riguardò anche vecchi ritocchi e strati di vernice molto scuriti, che avevano alterato i rapporti cromatici.
Il quadro dentro il quadro
Il restauro, completato all’inizio del 2021, ha riportato alla luce un Cupido in piedi con arco, frecce e due maschere ai suoi piedi. La figura occupa una parte ampia della parete e ha dimensioni paragonabili alla porzione visibile del corpo della giovane. Nella lettura iconografica proposta dopo il restauro, il dio dell’amore che calpesta le maschere contrappone la sincerità del sentimento alla finzione e all’inganno. Il dettaglio orienta il soggetto della lettera senza identificarne il mittente.
Una composizione più serrata
La riapparizione del Cupido non aggiunge soltanto un attributo iconografico. Introduce una grande verticale dietro la lettrice, riduce il vuoto della parete e mette in rapporto la figura reale con quella dipinta. Il quadro non consente di ricostruire una vicenda precisa, ma il tema amoroso non dipende più soltanto dal gesto della giovane e dal foglio che tiene tra le mani. Il dettaglio faceva parte della composizione originale e venne cancellato in un momento successivo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

