Nel 1937 Elsa Schiaparelli realizzò con Salvador Dalí un abito da sera bianco decorato da un grande crostaceo. Il modello, indossato da Wallis Simpson per Vogue, trasferì un motivo surrealista nella moda
Il Lobster Dress fu creato nella primavera del 1937 da Elsa Schiaparelli con la collaborazione di Salvador Dalí. La stilista e l’artista operarono nello stesso ambiente culturale parigino e lavorarono insieme a diversi progetti legati alla moda e al Surrealismo.
Per questo modello, Schiaparelli chiese a Dalí di disegnare un’aragosta destinata a decorare un abito da sera. Il motivo venne stampato sulla parte anteriore della gonna, dove occupa una porzione ampia e immediatamente visibile.
Organza di seta e crine sintetico
L’abito è realizzato in organza di seta stampata e crine sintetico. Il tessuto bianco è interrotto dall’immagine rossa e arancione del crostaceo e da piccoli elementi vegetali distribuiti nella parte inferiore.
La costruzione comprende un corpetto aderente, una cintura colorata e una gonna lunga e ampia. Il motivo di Dalí non è applicato come un accessorio separato, ma stampato direttamente sul tessuto.
L’aragosta nelle opere di Dalí
Il crostaceo era già presente nel lavoro di Salvador Dalí. Nel 1936 l’artista aveva realizzato il Lobster Telephone, un oggetto nel quale la riproduzione di un’aragosta sostituisce la cornetta di un telefono.
Nel vestito di Schiaparelli, lo stesso soggetto passa dall’oggetto surrealista alla superficie di un capo di abbigliamento. La collaborazione riguarda però un progetto specifico: Dalí disegna il motivo, mentre Schiaparelli costruisce l’abito nel quale viene inserito.
Wallis Simpson su Vogue
Il modello divenne noto anche grazie alle fotografie di Wallis Simpson pubblicate da Vogue. Simpson indossò l’abito in un servizio fotografico realizzato nel 1937 da Cecil Beaton.
Le immagini mostrarono il vestito al di fuori della presentazione della collezione. Sul fondo chiaro della gonna, l’aragosta occupava una posizione centrale e restava leggibile anche nella fotografia.
Non è la riproduzione di un dipinto
Il Lobster Dress non copia un quadro già esistente di Dalí. Il disegno fu realizzato per decorare il vestito e venne adattato alle dimensioni e alla forma della gonna.
Il capo è quindi il risultato di due interventi collegati. Il motivo grafico appartiene a Dalí; taglio, materiali e costruzione sartoriale appartengono al progetto di Schiaparelli.
Il Surrealismo diventa indossabile
La collaborazione conserva la funzione concreta dell’abito da sera, ma introduce sulla sua superficie un’immagine normalmente estranea a quel tipo di indumento.
Il Lobster Dress non elimina la distinzione tra opera d’arte e moda. Mostra invece come un soggetto utilizzato da un artista possa essere rielaborato attraverso tessuto, stampa e costruzione sartoriale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

