L’apertura del film di Orson Welles Touch of Evil segue per circa tre minuti un’automobile carica di esplosivo e una coppia diretta al confine. La suspense nasce da una sola informazione: lo spettatore conosce il pericolo, i personaggi no.
Touch of Evil, diretto da Orson Welles e uscito nel 1958, si apre sul meccanismo di una bomba a orologeria. Una figura la attiva, raggiunge un’automobile ferma e la deposita nel bagagliaio. La macchina da presa non interrompe l’azione: si solleva, supera un edificio e ritrova la vettura quando i proprietari salgono a bordo. In pochi secondi la scena stabilisce l’oggetto, il conto alla rovescia e la regola che guiderà l’intera sequenza.
Due percorsi dentro lo stesso tempo
L’automobile avanza nelle strade della città di frontiera mentre Mike Vargas e sua moglie Susan procedono a piedi. La cinepresa passa dall’una agli altri senza ricorrere al montaggio, seguendo traiettorie che si separano e tornano a incrociarsi. Il movimento conserva la continuità temporale: la bomba non scompare quando il quadro si concentra sulla coppia e la coppia non esce dal racconto quando la vettura riprende il centro dell’immagine.
Gli ostacoli rallentano l’esplosione
Traffico, pedoni, venditori, agenti e controlli doganali regolano il ritmo del piano-sequenza. L’auto procede, si arresta, riparte e resta più volte vicina ai Vargas. Ogni rallentamento prolunga l’attesa senza introdurre un nuovo evento. Il confine non è soltanto il luogo dell’azione: è il dispositivo che obbliga veicoli e persone a condividere uno spazio ristretto, moltiplicando le occasioni in cui la bomba può esplodere accanto ai protagonisti.
La macchina da presa cambia altezza e distanza
L’inquadratura comincia con un dettaglio ravvicinato, sale fino a mostrare dall’alto la strada e torna poi a livello dei personaggi. Carrelli, panoramiche e movimenti della gru non cancellano la geografia della scena: mantengono leggibili la posizione della vettura, il cammino della coppia e la direzione del posto di frontiera. La fotografia in bianco e nero di Russell Metty usa insegne, fari e zone d’ombra per separare i diversi piani durante il movimento continuo.
Il primo stacco arriva al momento giusto
Dopo il controllo dei documenti, la vettura supera la barriera e si allontana. Mike e Susan si fermano e si baciano. Solo allora Welles interrompe il piano-sequenza; l’esplosione segue immediatamente e sposta l’azione verso il luogo dell’attentato. La durata dell’inquadratura coincide così con la durata dell’attesa: il montaggio ricomincia quando il pericolo annunciato all’inizio diventa finalmente un fatto.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

