Disegni, stampe e manoscritti possono contenere informazioni su entrambe le facce del foglio. Recto e verso indicano dove si trova un elemento; la filigrana appartiene invece alla struttura materiale della carta
Il recto è il lato anteriore di un foglio. Nei cataloghi museali viene spesso associato alla composizione per la quale l’opera è conosciuta, ma la definizione di base resta topografica: serve a distinguere una faccia dall’altra. Una scheda può indicare sul recto un disegno, una stampa, una firma o un’iscrizione. Il termine non significa necessariamente “lato più importante” e non dipende dal modo in cui il foglio viene esposto in un determinato momento.
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Verso: la faccia posteriore
Il verso è il lato opposto. Può essere privo di immagini, ma può anche conservare schizzi, calcoli, prove di penna, timbri, numeri d’inventario o una seconda composizione. Per questo un solo foglio può ricevere due titoli catalografici, accompagnati dalle indicazioni recto e verso. Il retro non è automaticamente secondario: può documentare una fase di lavoro, il riutilizzo del supporto oppure un’opera autonoma eseguita in un momento diverso.
L’orientamento non cambia i termini
Recto e verso non corrispondono a destra e sinistra e non stabiliscono quale sia l’alto dell’immagine. Un artista può ruotare il foglio, capovolgerlo o lavorare sulle due facce con orientamenti differenti. Nei manoscritti e nei libri, i termini permettono inoltre di identificare le due pagine formate dallo stesso foglio: nella normale successione occidentale, il recto precede il verso.
La filigrana nasce con la carta
La filigrana è un segno prodotto durante la fabbricazione del foglio e incorporato nel supporto prima dell’intervento dell’artista. Nella carta fatta a mano deriva da un motivo fissato alla forma sulla quale vengono raccolte le fibre. La diversa distribuzione dello spessore rende il disegno visibile soprattutto in trasparenza o mediante tecniche di ripresa. Non è quindi una firma aggiunta sulla superficie, anche quando contiene iniziali, simboli, animali, stemmi o nomi di cartiere.
Che cosa può dimostrare
Confrontare una filigrana con esemplari documentati può contribuire a identificare un tipo di carta, una cartiera o un intervallo di produzione. Il dato deve però essere integrato con altri elementi. Un foglio poteva essere conservato, commerciato e impiegato anni dopo la fabbricazione. La filigrana non stabilisce da sola la data esatta né l’autore di un disegno. Recto e verso descrivono la posizione di immagini e segni; la filigrana offre invece un indizio sulla storia materiale del supporto.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

