Mura, fontane e percorsi storici tornano al centro dei Giardini della Rotonda. Il restauro firmato da Architettura Tommasi rinnova anche il patrimonio botanico con oltre 50 specie vegetali
Padova ritrova uno dei suoi spazi verdi più riconoscibili. I Giardini della Rotonda sono stati recentemente riaperti al pubblico dopo un intervento di restauro che ha interessato gli elementi storici e paesaggistici dell’area.
Il progetto, realizzato dallo studio Architettura Tommasi, ha lavorato sulla conservazione e sul recupero dell’identità del luogo, intervenendo sulle strutture e sui percorsi che ne definiscono il carattere.
Il recupero di mura, fontane e percorsi storici
Al centro dell’intervento ci sono le mura, le fontane e i percorsi storici, restituiti attraverso un lavoro di recupero pensato per riportare in evidenza l’impianto originario dei giardini.
La riapertura permette così di tornare a leggere lo spazio nella sua relazione tra architettura e paesaggio. Gli elementi costruiti non sono separati dalla componente naturale, ma partecipano a un insieme nel quale percorsi, vegetazione e strutture storiche contribuiscono a definire l’esperienza del luogo.
Oltre 50 specie nel nuovo progetto botanico
Accanto al restauro delle parti storiche, il progetto introduce una nuova componente botanica. Nei Giardini della Rotonda trovano spazio oltre 50 specie vegetali, ampliando la varietà del patrimonio verde.
La scelta sottolinea il ruolo della vegetazione all’interno dell’intervento: non un semplice elemento di contorno, ma una parte del progetto capace di accompagnare la struttura storica del giardino e di rinnovarne la percezione.
Un nuovo equilibrio tra storia e paesaggio
Il restauro dei Giardini della Rotonda mette così in relazione conservazione e rinnovamento. Da una parte il recupero degli elementi che raccontano la storia del luogo, dall’altra un progetto botanico che aggiorna la presenza del verde senza cancellarne l’identità.
Con la riapertura, Padova recupera uno spazio in cui patrimonio architettonico e natura tornano a dialogare: un giardino storico restituito alla fruizione attraverso il recupero delle sue tracce e una rinnovata attenzione al paesaggio.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

