Dopo i lavori di restauro finanziati con fondi PNRR, la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, progettata da Francesco Borromini, torna ad accogliere fedeli e visitatori. Recuperati gli interni, il cupolino e la pala d’altare di Pietro da Cortona
La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura barocca romana, torna ad aprire le porte a fedeli e visitatori. Situata nel cuore di Roma, la chiesa progettata da Francesco Borromini è stata interessata da un intervento di restauro che ha coinvolto alcuni dei suoi elementi architettonici e artistici più significativi. I lavori, sostenuti attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), hanno consentito il recupero degli spazi interni, del cupolino e della pala d’altare realizzata da Pietro da Cortona. La riapertura restituisce alla città un importante luogo del patrimonio storico e artistico romano.
Il progetto architettonico di Francesco Borromini
La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza è strettamente legata alla figura di Francesco Borromini, tra i principali protagonisti dell’architettura barocca. L’edificio rappresenta una delle testimonianze più riconoscibili della sua ricerca progettuale. Questa è caratterizzata da un linguaggio architettonico in cui geometria, forme e spazio assumono un ruolo centrale. Il recupero dell’edificio permette di tornare a osservare da vicino gli elementi che ne definiscono l’identità artistica, a partire dagli interni fino al caratteristico cupolino, parte integrante della composizione architettonica ideata da Borromini.
Gli interventi di restauro: dagli interni alla pala d’altare
Il progetto di restauro ha interessato diverse componenti della chiesa, con particolare attenzione alla conservazione e al recupero del patrimonio artistico custodito al suo interno. Tra gli interventi figura quello sulla pala d’altare di Pietro da Cortona, artista centrale nella stagione del Barocco romano. Il recupero dell’opera si affianca ai lavori eseguiti sugli ambienti interni e sul cupolino, contribuendo alla valorizzazione complessiva dell’edificio. L’intervento si inserisce nel percorso di tutela e conservazione del patrimonio culturale. L’obiettivo era quello di restituire alla fruizione pubblica luoghi di particolare rilevanza storica e artistica.
Sant’Ivo alla Sapienza torna accessibile al pubblico
Con la conclusione dei lavori, Sant’Ivo alla Sapienza torna dunque ad accogliere visitatori e fedeli, rendendo nuovamente possibile l’accesso a uno degli edifici più significativi del Barocco romano. La riapertura rappresenta un passaggio importante per la conservazione e la fruizione del patrimonio architettonico della Capitale, restituendo al pubblico la possibilità di conoscere da vicino l’opera di Borromini e il patrimonio artistico custodito nella chiesa.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

