Da Perugia a Gubbio, passando per Spoleto, un viaggio tra dipinti, scenografie, satira e teatro per scoprire il volto meno conosciuto di Dario Fo. Quattro esposizioni raccontano il genio creativo dell’artista nel centenario della nascita
Non solo attore, drammaturgo e Premio Nobel per la Letteratura, ma anche pittore, disegnatore e straordinario inventore di immagini. A cento anni dalla nascita, Dario Fo torna protagonista in Umbria con quattro mostre che ne raccontano una dimensione artistica meno conosciuta, ma fondamentale per comprendere il suo universo creativo.
Il progetto diffuso “Dario Fo Pittore”, prodotto e organizzato dalla Regione Umbria in collaborazione con la Fondazione Fo Rame ETS, coinvolge tre città simbolo del territorio: Spoleto, Perugia e Gubbio. Un percorso espositivo che attraversa pittura, teatro, tradizione popolare e impegno civile, restituendo tutta la ricchezza espressiva di uno degli artisti italiani più importanti del Novecento.
Scopri le altre mostre in Italia su Uozzart.com
Dario Fo pittore: quando il teatro nasceva da un disegno
Dipinti, grandi fondali, scenografie, sagome, bozzetti e materiali d’archivio raccontano il rapporto profondo tra Dario Fo e le arti visive. Per l’artista, infatti, la pittura non rappresentava un’attività secondaria rispetto al teatro, ma uno strumento essenziale attraverso cui immaginare personaggi, storie e rappresentazioni.
Le opere, provenienti dall’archivio Fo Rame e dalla collezione privata della Fondazione, permettono di scoprire come molte delle sue commedie e dei suoi monologhi prendessero forma proprio attraverso il disegno, prima ancora della parola.
Le quattro mostre tra Spoleto, Perugia e Gubbio
Il viaggio nel mondo visivo di Dario Fo è iniziato a giugno alla Rocca Albornoz di Spoleto con “Le macchine teatrali”, un’esposizione che racconta la trasformazione delle idee grafiche in spettacoli. Tra i materiali esposti figurano grandi fondali, sagome e bozzetti legati ad alcune celebri produzioni teatrali, tra cui “La figlia del Papa”, “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe” e “Lu santo jullare Francesco”, presentato per la prima volta al Festival dei Due Mondi nel 1999.
A Perugia, Palazzo della Penna ospita “Lu santo jullare Francesco”, dedicata alla particolare interpretazione di Francesco d’Assisi proposta da Fo. Una figura popolare, profondamente umana e vicina alla tradizione giullaresca, raccontata attraverso dipinti, bozzetti e materiali visivi. L’esposizione assume un significato particolare nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo e comprende anche fotografie inedite di Massimo Menghini e contributi video con testimonianze, tra gli altri, di Vincenzo Mollica, Philippe Daverio e Chiara Frugoni.
A Gubbio, invece, le mostre sono due. Nella Sala dell’Arengo di Palazzo dei Consoli, “La bibbia dei villani” esplora l’immaginario popolare e religioso attraverso un ciclo pittorico ispirato ai vangeli apocrifi, alle tradizioni medievali e alla ricerca condotta da Fo insieme a Franca Rame.
Al Palazzo Ducale, “Cronache dello sberleffo” porta in primo piano il lato più provocatorio e politico dell’artista. Le cosiddette tele parlanti affrontano temi ancora attuali, dalla globalizzazione alle guerre, dallo sfruttamento delle risorse al diritto al lavoro, attraverso una pittura vivace, irriverente e carica di satira.
Mattea Fo: il disegno come origine della creazione artistica
A raccontare il significato del progetto è Mattea Fo, che sottolinea quanto la dimensione visiva fosse centrale nel lavoro dell’artista:
“Queste esposizioni nascono dal desiderio di restituire a Dario Fo tutta l’ampiezza del suo lavoro per immagini – ha dichiarato Mattea Fo -. Per lui il disegno era un modo di pensare, di scrivere e di costruire la scena: bozzetti, fondali, figure e dipinti non erano materiali accessori, ma il tessuto visivo da cui prendevano forma le parole, i personaggi e l’azione teatrale. L’Umbria, scelta da Dario e Franca come luogo di vita, di lavoro e di ricerca, è il contesto naturale per un progetto che intreccia memoria, patrimonio e partecipazione”.
Dario Fo, un centenario tra arte, memoria e spettacolo
Le quattro esposizioni umbre fanno parte del programma internazionale “Dario Fo: 100 anni per 100 Paesi”, dedicato alla figura e all’eredità culturale del Premio Nobel.
Le celebrazioni proseguono anche con un convegno internazionale alla Libera Repubblica di Alcatraz, a Santa Cristina di Gubbio, dal 16 al 18 ottobre, e una serata all’auditorium San Francesco di Perugia con protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Chiara Francini, Lodo Guenzi e Giorgio Gallione.
Un omaggio che va oltre la memoria teatrale e restituisce Dario Fo come artista totale, capace di trasformare il disegno, il colore e l’ironia in strumenti di racconto e critica della società.
Appassionat* di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, Twitter, Google News
Classe 1977, consulente di comunicazione. Vivo fra Roma e l’Umbria. Prima e dopo la laurea sono passato per varie reincarnazioni: sarto, guerrilla marketer, responsabile ufficio stampa nel settore del trasporto aereo, ghost writer. Mi occupo dello sviluppo di progetti editoriali e organizzo festival letterari. Leggo libri, da scrittore sospeso ne scrivo recensioni.

