Last Updated on 19/10/2026
Dal 22 ottobre, a Città della Scienza, un percorso multisensoriale tra ologrammi, realtà virtuale e scenografie digitali. La voce narrante è quella di Luca Ward
L’Inferno di Dante Alighieri prende forma attraverso immagini, suoni e tecnologie immersive. A Napoli, dal 22 ottobre 2026, Città della Scienza ospita Dante Inferno – Immersive Exhibition, una mostra che rilegge la prima cantica della Divina Commedia attraverso installazioni scenografiche, ologrammi, realtà virtuale e metaverso.
L’esposizione propone una modalità di fruizione della letteratura che supera la dimensione della pagina scritta, traducendo ambientazioni e personaggi del poema in un percorso multisensoriale. Ad accompagnare i visitatori sarà anche la voce dell’attore e doppiatore Luca Ward.
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Dalla Selva Oscura all’Inferno: il percorso della mostra
Il racconto prende avvio dalla Selva Oscura, il luogo simbolico in cui comincia il viaggio dantesco, per proseguire attraverso gli scenari dell’Inferno. Il percorso utilizza un linguaggio visivo di impronta cinematografica, integrando ambientazioni digitali ed elementi scenografici.
Tra le caratteristiche dell’allestimento figura la presenza di un Dante olografico, che accompagna il pubblico lungo le diverse tappe della narrazione. La voce di Luca Ward contribuisce alla costruzione del racconto, dando continuità all’esperienza tra personaggi, atmosfere e suggestioni tratte dal poema.
Il percorso conduce infine alla Sala degli Specchi, dove trova spazio uno dei passaggi più conosciuti della Divina Commedia: «E quindi uscimmo a riveder le stelle». Il verso conclusivo dell’Inferno diventa così anche il punto d’arrivo dell’esperienza espositiva.
Ologrammi, realtà virtuale e metaverso per raccontare Dante
La componente tecnologica è uno degli elementi centrali di Dante Inferno – Immersive Exhibition. Ologrammi, realtà virtuale e metaverso vengono utilizzati per costruire una rappresentazione degli ambienti e delle atmosfere immaginate da Dante, affiancando alla narrazione letteraria una dimensione visiva e sensoriale.
La mostra si inserisce nel campo delle esposizioni immersive, un formato che utilizza strumenti digitali e installazioni multimediali per proporre modalità di accesso al patrimonio artistico e culturale diverse da quelle tradizionali.
Nel caso dell’Inferno dantesco, l’obiettivo è rendere accessibili anche alle nuove generazioni i luoghi, i personaggi e i temi di un testo fondamentale della letteratura italiana, facendo dialogare il linguaggio poetico con quello delle tecnologie contemporanee.
Chi ha realizzato Dante Inferno – Immersive Exhibition
La produzione della mostra è firmata Wiplab, società guidata dal CEO Fernando Pintus. La direzione artistica è affidata a Roberto Pantè, mentre Cesare Pistilli cura la direzione tecnica.
Il progetto combina competenze creative e tecnologiche per trasformare la struttura narrativa dell’Inferno in un itinerario espositivo. L’impostazione cinematografica, la presenza di figure olografiche e l’utilizzo di ambienti virtuali costituiscono gli strumenti attraverso cui viene sviluppata la rilettura dell’opera.
L’inaugurazione a Città della Scienza il 22 ottobre
L’inaugurazione di Dante Inferno – Immersive Exhibition è prevista per giovedì 22 ottobre 2026, negli spazi di Città della Scienza a Napoli.
All’apertura interverranno Giovanni Covone, presidente di Città della Scienza, lo scrittore Maurizio de Giovanni, Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, e Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme ad altri rappresentanti del mondo culturale e istituzionale.
Con questa esposizione, la figura di Dante e l’immaginario dell’Inferno tornano al centro di una proposta culturale che mette in relazione letteratura, linguaggi audiovisivi e innovazione digitale, esplorando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per raccontare le opere del passato.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

