Mar. Ott 20th, 2026

Il Gattopardo in mostra a Castel Sant’Angelo a Roma

Il Gattopardo in mostra a Castel Sant’Angelo a Roma
Il Gattopardo in mostra a Castel Sant’Angelo a Roma

Fino al 29 novembre 2026, una mostra dedicata a Luchino Visconti racconta la realizzazione de Il Gattopardo attraverso costumi, fotografie, sceneggiature e materiali originali

Il cinema di Luchino Visconti entra nelle sale di Castel Sant’Angelo, a Roma, con una mostra dedicata alla realizzazione di Il Gattopardo, il film del 1963 tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’esposizione, intitolata “Luchino Visconti e la messa in scena della storia”, è visitabile fino al 29 novembre 2026. Questa ripercorre il lavoro creativo, artistico e artigianale che ha portato alla costruzione della pellicola.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni dalla nascita e i 50 anni dalla morte del regista. Al centro del percorso non c’è soltanto il risultato cinematografico, ma soprattutto il processo attraverso cui Visconti e i suoi collaboratori hanno trasformato un’opera letteraria in un racconto per immagini.

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Il Gattopardo, una mostra dedicata al cinema di Visconti

Curata da Caterina d’Amico e Gian Luca Farinelli, la mostra propone uno sguardo sul lavoro che precede e accompagna la realizzazione di un film. Nelle sale di Castel Sant’Angelo trovano spazio fotografie di scena, manifesti, cimeli, costumi originali, sceneggiature e bozzetti, materiali che permettono di ricostruire le diverse fasi della produzione.

Il percorso mette in evidenza il carattere collettivo del cinema di Visconti, nel quale sceneggiatori, scenografi, arredatori, costumisti, sartorie e compositori partecipavano alla definizione dell’identità visiva e narrativa dell’opera.

L’attenzione si concentra sul passaggio dalla pagina scritta alla rappresentazione cinematografica, mostrando come ambientazioni, abiti, oggetti e dettagli scenici siano stati elaborati per dare forma all’universo raccontato da Tomasi di Lampedusa.

Costumi, scenografie e sceneggiature: come nasceva il film

Uno degli aspetti centrali dell’esposizione riguarda le tecniche artigianali utilizzate nella produzione cinematografica degli anni Sessanta, quando gli strumenti digitali non erano ancora disponibili.

Le sceneggiature venivano scritte a mano, gli scenografi costruivano i propri riferimenti visivi attraverso fotografie e materiali assemblati manualmente, mentre i costumisti realizzavano disegni destinati a essere trasformati in abiti dalle sartorie.

Attraverso questi documenti, la mostra restituisce la complessità del lavoro necessario per realizzare Il Gattopardo. L’allestimento privilegia i dettagli della produzione, concentrandosi sulla preparazione delle scene e sul contributo delle diverse professionalità coinvolte.

La scelta di raccontare il film attraverso il suo processo creativo è legata anche alle dimensioni degli spazi espositivi di Castel Sant’Angelo, che hanno orientato il progetto verso una selezione mirata di materiali e testimonianze.

Il legame tra Luchino Visconti e Castel Sant’Angelo

La scelta di Castel Sant’Angelo come sede della mostra richiama anche alcuni episodi della carriera cinematografica di Visconti.

Il monumento romano fu infatti utilizzato come location per Senso, il film del 1954. Proprio all’interno del castello venne girata la scena finale della fucilazione, realizzata per completare una sequenza che originariamente terminava senza mostrare direttamente l’esecuzione.

Il rapporto tra Visconti e questo luogo risale però a un periodo precedente. Castel Sant’Angelo ospitò anche le riprese di Tosca, il film avviato da Jean Renoir e successivamente completato dal suo assistente Karl Koch, dopo che il regista francese aveva lasciato l’Italia in seguito allo scoppio della guerra.

Quella produzione segnò la prima apparizione professionale di Luchino Visconti nel cinema come assistente, aggiungendo un ulteriore collegamento storico tra il regista e il monumento affacciato sul Tevere.

Il Gattopardo, dal romanzo al film del 1963

Uscito nel 1963, Il Gattopardo è tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e vede protagonisti Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon.

Il film conquistò la Palma d’Oro al Festival di Cannes, entrando nella storia del cinema italiano e internazionale. La mostra romana affronta proprio il rapporto tra il testo letterario e la sua trasposizione cinematografica. E si sofferma sulle scelte compiute per trasformare la narrazione del romanzo in ambienti, personaggi e sequenze.

La mostra a Roma: date, biglietti e informazioni

“Luchino Visconti e la messa in scena della storia” è ospitata a Castel Sant’Angelo, Roma, e resterà aperta fino al 29 novembre 2026.

L’esposizione è promossa da Castel Sant’Angelo, dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, da Cinecittà – Archivio Luce, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, da Titanus e dalla Fondazione Gramsci ETS, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma.

I biglietti possono essere acquistati attraverso l’App Musei Italiani, tramite il servizio di biglietteria online CoopCulture oppure direttamente al botteghino del museo.

Il biglietto comprende sia l’accesso alla mostra sia la visita a Castel Sant’Angelo, permettendo di conoscere il lavoro cinematografico di Visconti all’interno di uno dei luoghi legati alla sua storia professionale.

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