La moda degli anni Cinquanta potrebbe essere definita come “il ritorno della bellezza”. Questo decennio è caratterizzato infatti dalla necessità di tornare alla normalità dopo gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale…

La moda degli anni Cinquanta potrebbe essere definita come “il ritorno della bellezza”. Questo decennio è caratterizzato infatti dalla necessità di tornare alla normalità dopo gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale e la moda svolge un ruolo chiave nel riflettere la rinascita sociale ed economica. Alcune conquiste raggiunte dalle donne in fatto di indipendenza e di emancipazione vengono momentaneamente messe da parte, perché in questa decade l’obiettivo è ricostruire. È finita la guerra e la società deve ripartire. E, come spesso succede, ripartire significa anche riprendere qualcosa dal passato.
Lo stile degli anni Cinquanta
Il “New Look” di Christian Dior è infatti un ritorno ad un ideale di donna che non lavora, lontana dalla quotidianità, ma elegante e raffinata: spalle strette, punto vita in evidenza, ampie gonne a ruota sono alcuni elementi caratteristici dello stile di questo periodo. Sul finire degli anni ’50 inizia ad emergere anche l’ideale della “Dolce Vita”, di cui l’Italia e soprattutto la città di Roma diventano l’emblema: uno stile di vita sofisticato, glamour e spensierato che ispirerà la moda a livello internazionale.
La storia di un’icona: le ballerine
Rappresentative dell’eleganza senza tempo degli anni Cinquanta sono anche le ballerine. A renderle famose, niente poco di meno che Brigitte Bardot, la quale esordì come ballerina di danza classica. In particolare, Brigitte Bardot era un grande fan delle scarpette da danza realizzate dalla Repetto, storica azienda francese fondata da Rose Repetto, madre del ballerino e coreografo Roland Petit.
Quando Brigitte Bardot accettò di recitare nel film “Piace a troppi” del 1956, chiese a Rose Repetto di realizzarle un paio di ballerine comode e leggere da indossare durante le riprese del film. L’anno successivo, anche Audrey Hepburn (indiscussa icona di stile degli anni Cinquanta) indossa questo modello di scarpe, nel film “Cenerentola a Parigi”. Il successo perenne delle ballerine è ufficialmente decretato.
Le subculture
Ma gli anni ’50 sono anche il periodo delle subculture. I giovani, che fino a quel momento erano una categoria totalmente ignorata dalla società (era come se tra l’infanzia e l’età adulta non ci fosse nient’altro), rivendicano il proprio ruolo.
Tutti i movimenti giovanili, ribelli e alternativi dell’epoca sono accompagnati da precisi generi musicali e precise scelte in fatto di moda. Abbiamo il rock ‘n roll e il rockabilly, con icone come Elvis Presley. I bikers o rockers (in Gran Bretagna) e i greasers (negli Stati Uniti) sono le subculture ufficiali di questo periodo, manifestano necessità di rivolta e malcontento sociale e il loro idolo è James Dean.
È in questo decennio che il famoso “chiodo” (il giacchetto di pelle corto) entra definitivamente nell’abbigliamento quotidiano: un capo preso in prestito (e mai restituito) dal mondo dei motociclisti, a rappresentare lo spirito ribelle e anticonvenzionale. Si diffonde anche il jeans (sia pantaloni che giacche), simbolo del desiderio di rinnovamento dei giovani.
Verso gli anni Sessanta
Gli anni Cinquanta sono dunque una decade dove corrono parallele due linee dal punto di vista della storia della moda: da una parte, il tentativo di ricostruire il mondo dopo la guerra attraverso una bellezza senza tempo; dall’altra, i movimenti giovanili iniziano a farsi strada, poggiando le basi per le rivoluzioni che arriveranno negli anni Sessanta.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

