Last Updated on 27/06/2024
Siamo nel 1965 e un ventinovenne Yves Saint Laurent sta per creare una collezione di abiti iconici che scriveranno la storia della moda: gli abiti Mondrian

Siamo nel 1965 e un ventinovenne Yves Saint Laurent sta per creare una collezione di abiti iconici che scriveranno la storia della moda: gli abiti Mondrian.
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Mondrian e la cultura dell’epoca
Cosa ha portato Yves Saint Laurent a rappresentare le opere di Mondrian sui suoi abiti? Partiamo con il dire che gli anni Sessanta sono stati in assoluto l’epoca delle sperimentazioni e delle contaminazioni, l’epoca delle subculture e delle rivendicazioni giovanili. E lo stilista si è sempre dimostrato perfettamente capace di rappresentare tutte queste istanze attraverso le proprie creazioni: l’uso della pelle nera in riferimento ai rockers, il caftano reso fashion (preso direttamente dalle culture orientali, a cui si ispiravano gli hippie), i capi maschili portati nel guardaroba femminile… e gli abiti Mondrian.
Piet Mondrian (1872-1944), pittore olandese, ha fondato la corrente del Neoplasticismo, che si basa sulla ricerca di essenzialità, purezza formale, razionalità. E lo fa attraverso l’uso di colori puri (ovvero, al massimo grado di saturazione, quindi colori molto brillanti) abbinati al bianco, nero e grigio, che si uniscono tra loro in forme geometriche che ricreano esclusivamente angoli retti. Tutto questo dà vita ad opere che possono sembrare semplici ad un occhio poco esperto, ma che in realtà nascondono una grande complessità.
La complessità della realizzazione degli abiti Mondrian
Questa stessa apparenza semplice, in contrasto con una complessità di realizzazione, la ritroviamo anche nella collezione Mondrian di Yves Saint Laurent.
Gli abiti Mondrian sono in totale 6 e sono tutti tubini che cadono dritti, con forma a trapezio. Riprendono i motivi e i colori tipici di Mondrian, andando a ricreare le tele del pittore attraverso l’accostamento di tessuti monocromatici. I colori scelti, così come quelli delle opere, sono colori puri (blu, rosso, giallo) accostati a nero e bianco.
Questi abiti nascondono un’attenta realizzazione e cura dei particolari, perché sembra che non ci siano cuciture. Inoltre, i blocchi di colore non sono posizionati a caso, ma sono studiati per seguire ed esaltare la silhouette di chi li indossa. Hanno infine il grande pregio (che ha contribuito alla loro popolarità) di essere comodi da indossare, perfetti per la quotidianità.
Abiti Mondrian di Yves Saint Laurent: vere e proprie opere d’arte
Come abbiamo accennato, in totale parliamo di 6 abiti che appartengono alla collezione Mondrian. In realtà, la collezione era composta da abiti ispirati anche ad altri artisti, ovvero Serge Poliakoff e Kazimir Malevich. Ma il motivo di Mondrian è diventato talmente famoso da far dimenticare gli altri.
In effetti, la fama di questi abiti è stata enorme fin da subito e tuttora rappresentano un caposaldo della moda, per la loro capacità di contaminare arte e moda, dando vita ad una creazione senza tempo.
E, come ogni opera d’arte che si rispetti, gli abiti Mondrian sono ad oggi conservati in tre musei in giro per il mondo: il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Metropolitan Museum of Art di New York.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

