Mar. Mag 26th, 2026

Schiaparelli e Dalì: quando un’aragosta finì su un abito e scrisse la storia

Schiaparelli e Dalì: quando un’aragosta finì su un abito e scrisse la storia
Schiaparelli e Dalì: quando un’aragosta finì su un abito e scrisse la storia

Nel mondo della moda, ci sono capi che vanno oltre il concetto di indumento per trasformarsi in vere e proprie opere d’arte. Tra questi, spicca l’eclettico abito aragosta creato nel 1937 dalla creativa, innovativa e audace stilista Elsa Schiaparelli

Nel mondo della moda, ci sono capi che vanno oltre il concetto di indumento per trasformarsi in vere e proprie opere d’arte. Tra questi, spicca l’eclettico abito aragosta creato nel 1937 dalla creativa, innovativa e audace stilista Elsa Schiaparelli, in collaborazione con l’artista surrealista Salvador Dalí. Questo capolavoro della moda non è solo un’espressione di stile e creatività, ma rappresenta anche l’incontro tra surrealismo e haute couture.

Le caratteristiche dell’abito aragosta

Questo capo straordinario è un esempio perfetto della fusione tra moda e arte. Realizzato in seta bianca, l’abito presenta una voluminosa aragosta sulla lunghezza della gonna, più o meno dal bacino in giù (l’abito è lungo fino ai piedi).

La sagoma dell’aragosta è accuratamente posizionata per muoversi con il movimento delle gambe di chi indossa l’abito, quasi a rendere “reale” l’aragosta stessa.

I colori vivaci dell’aragosta contrastano con il bianco dell’abito e sono ripresi da una sorta di fascia che segna il punto vita.

L’accoglienza dell’abito aragosta

L’abito aragosta di Schiaparelli è stato indossato originariamente da Wallis Simpson, futura moglie di Edoardo VIII del Regno Unito, per un servizio pubblicato nel 1937 su Vogue.

L’abito ha suscitato un’enorme attenzione fin dalla sua creazione, specialmente perché considerato molto audace e persino “scandaloso”. Infatti, per Salvador Dalí l’aragosta richiamava la sessualità, mettendo quindi in luce anche tematiche come la libertà sessuale delle donne e, ancora più in generale, l’emancipazione femminile. Argomenti che stavano molto a cuore a Elsa Schiaparelli (decisamente avanti per i suoi tempi!).

Schiaparelli e Dalí, moda e arte

Oltre al suo impatto culturale e sociale, l’abito aragosta di Schiaparelli ha segnato anche una tappa importante nella storia della moda: l’inizio di un esplicito legame tra moda e arte.

Elsa Schiaparelli, spirito creativo e rivoluzionario, a New York frequentava i salotti di artisti quali Marcel Duchamp e Man-Ray e ha creato collezioni collaborando, come nel caso dell’abito aragosta, con Salvador Dalí, ma anche con Jean Cocteau.

È in particolare il surrealismo a colpire ed ispirare le creazioni di Elsa Schiaparelli: questa corrente, infatti, spinge al superamento delle convenzioni sociali, esplorando ciò che è inaspettato, persino irrazionale, ed esprimendo il proprio io interiore. Questo abito incarna perfettamente lo spirito del surrealismo, trasformando un elemento della natura in qualcosa di straordinario e sconvolgente.

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