Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 il Castello Campori ospita un percorso dedicato al grande scultore italiano nel centenario della nascita. In mostra fotografie d’archivio che raccontano il rapporto tra Pomodoro, la materia e il processo creativo
Il Castello Campori di Soliera, in provincia di Modena, dedica una mostra ad Arnaldo Pomodoro in occasione del centenario della nascita dell’artista. Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 sarà possibile visitare un’esposizione costruita attorno al patrimonio fotografico conservato dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro, con un percorso che mette al centro non soltanto le opere finite, ma anche le fasi che precedono la loro realizzazione.
La mostra propone un punto di osservazione differente sulla carriera dello scultore: attraverso le immagini d’archivio emerge il lavoro quotidiano dell’artista, il rapporto con gli atelier, le lavorazioni in fonderia, le installazioni nello spazio pubblico e il dialogo tra scultura e architettura.
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Cento fotografie per raccontare il processo creativo
Il progetto espositivo presenta cento stampe originali realizzate tra gli anni Sessanta e Novanta da alcuni importanti fotografi che hanno seguito il percorso di Pomodoro, tra cui Ugo e Maria Mulas, Mario Dondero, Paolo Monti e Gianfranco Gorgoni. Le immagini restituiscono una prospettiva sulla costruzione dell’opera, mostrando momenti spesso nascosti al pubblico: dalla progettazione alla modellazione fino alla collocazione nello spazio urbano.
La fotografia diventa così uno strumento per leggere l’evoluzione di un linguaggio artistico riconoscibile, caratterizzato da forme geometriche, superfici incise e strutture in bronzo capaci di mettere in relazione interno ed esterno, materia e spazio.
Arnaldo Pomodoro e la scultura come ricerca sulla materia
Nato nel 1926, Arnaldo Pomodoro è considerato uno dei protagonisti della scultura italiana contemporanea. La sua ricerca si è sviluppata intorno a forme essenziali come sfere, colonne, dischi e strutture monumentali, spesso caratterizzate dalla contrapposizione tra una superficie esterna levigata e un interno complesso, inciso e frammentato.
Nel corso della sua carriera l’artista ha realizzato opere destinate a musei, piazze e spazi istituzionali in Italia e all’estero, trasformando la scultura in un elemento capace di dialogare con il contesto urbano e architettonico.
Il percorso della mostra al Castello Campori
L’esposizione di Soliera si concentra sulla relazione tra immagine fotografica e pratica artistica, mettendo in evidenza il momento della trasformazione della materia. Le fotografie raccontano infatti ciò che normalmente rimane fuori dalla visione del pubblico: il lavoro nello studio, la preparazione delle grandi opere e il rapporto diretto tra l’artista e gli strumenti della produzione.
Il percorso si inserisce nella collaborazione tra il Castello Campori e la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che negli anni ha promosso progetti dedicati alla valorizzazione dell’opera dello scultore e alla conservazione del suo archivio.
Il rapporto tra fotografia e memoria nell’opera di Pomodoro
Per un artista che ha lavorato spesso su grandi dimensioni e in relazione con luoghi specifici, la fotografia rappresenta anche uno strumento di memoria. Le immagini permettono di ricostruire la storia delle opere nel tempo, documentando installazioni, trasformazioni e contesti diversi.
La mostra invita quindi a osservare Arnaldo Pomodoro non soltanto attraverso le sue sculture più celebri, ma attraverso il percorso che ha portato alla loro nascita: un racconto fatto di ricerca, progettazione e confronto continuo con la materia.
Informazioni sulla mostra
Arnaldo Pomodoro – mostra fotografica
Sede: Castello Campori, Soliera (Modena)
Date: dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

