Dal 2 ottobre 2026 a Roma la mostra di Brivido Pop curata da Marco Dionisi Carducci e ideata da Tina Vannini mette in dialogo le icone femminili del cinema del Novecento con arte, memoria collettiva e cultura pop attraverso collage digitali e contaminazioni visive
Da venerdì 2 ottobre 2026, gli spazi de Il Margutta Veggy Food & Art di Roma ospitano “Brivido Pop – Un sacco belle”, mostra personale dell’artista Brivido Pop, curata da Marco Dionisi Carducci e ideata da Tina Vannini.
Il progetto costruisce un percorso tra cinema, grafica, storia dell’arte e cultura popolare, attraverso immagini che riuniscono alcune delle protagoniste più riconoscibili dell’immaginario cinematografico del Novecento: Brigitte Bardot, Marilyn Monroe, Sophia Loren, Rita Hayworth e Stefania Sandrelli. Le icone del grande schermo vengono inserite in nuovi contesti visivi, in dialogo con riferimenti artistici e simboli della memoria contemporanea.
Scopri le altre mostre in Italia su Uozzart.com
Collage digitali tra cinema, arte e memoria
La ricerca artistica di Brivido Pop nasce dalla rielaborazione dell’immaginario collettivo attraverso un linguaggio che unisce cinema, citazione artistica e tecnologia digitale. Il percorso riprende la tradizione del décollage, reinterpretandola attraverso strumenti contemporanei e l’esperienza maturata dall’artista nel campo della grafica cinematografica.
Le opere costruiscono composizioni stratificate in cui elementi apparentemente distanti vengono accostati per generare nuove letture. Grandi maestri dell’arte, personaggi cinematografici e riferimenti della cultura pop convivono nello stesso spazio visivo, creando associazioni inedite tra epoche e linguaggi differenti.
“Un sacco belle”: le dive del cinema incontrano la storia dell’arte
Al centro della mostra si trova l’opera “Un sacco belle”, che dà il titolo all’intero progetto espositivo. La composizione vede protagonista Brigitte Bardot, circondata da alcune delle più celebri icone femminili del cinema del Novecento: Rita Hayworth, Marilyn Monroe, Stefania Sandrelli e Sophia Loren. Nell’opera compare anche il maresciallo Carotenuto interpretato da Vittorio De Sica, mentre il riferimento alla Maja desnuda di Francisco Goya amplia il dialogo tra cinema e pittura.
Attraverso queste contaminazioni, Brivido Pop affronta il tema della persistenza delle icone femminili nella cultura visiva, trasformando la rappresentazione della bellezza in un racconto legato a personalità, talento e trasformazioni culturali.
La dichiarazione di Brivido Pop
«Minestrone. Macedonia. Sono le perfette metafore vegetariane dei collage Brividopop, qui riproposte nella collezione “Un Sacco Belle” in cui attrici di ogni epoca, belle fuori belle dentro, espongono tutta la loro carnale e popolare bellezza in un intreccio di ruoli e di trame, un mix dove le sceneggiature sbandano tra mille analogie, similitudini e contrasti. A complicare la faccenda si aggiungono, in apparente ordine sparso, modelle rinascimentali, veneri botticelliane e madonne caravaggesche. Tutto ciò per accendere una scintilla di buonumore. Stesso risultato di minestroni e macedonie. »
La dichiarazione del curatore Marco Dionisi Carducci
«Brivido Pop è un raffinato catalogatore del nostro paesaggio visivo, ma anche un autore capace di costruire nuove narrazioni attraverso gli accostamenti iconografici. Il suo lavoro dimostra come le immagini non siano elementi immobili, ma strumenti capaci di generare significati nuovi e raccontare il presente attraverso la memoria.»
La dichiarazione di Tina Vannini, ideatrice della mostra
«Ho immaginato questa mostra come un omaggio al cinema attraverso l’arte e Brivido Pop è stato l’artista ideale per raccontarlo. Il suo è un cinema che esce dallo schermo, si mescola alla pubblicità, ai fumetti, ai ricordi e all’immaginario collettivo. Le icone cambiano contesto, si incontrano e si sovrappongono. “Un sacco belle” nasce con ironia, ma racconta donne che il cinema ha trasformato in miti e che sono state molto altro: talentuose, complesse, ribelli e fortissime. Brivido Pop le riporta nel presente, continuando a farle vivere attraverso nuove immagini.»
Appassionat* di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, Twitter, Google News
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

