L’esposizione dedicata all’artista Fabio Mauri racconta il legame con la città abruzzese attraverso opere, installazioni e performance legate ai temi dell’arte e dell’ideologia
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospita una nuova mostra dedicata a Fabio Mauri, artista tra le figure più significative dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra. Il progetto, promosso dal MAXXI L’Aquila, mette al centro il rapporto tra l’artista e la città abruzzese. Qui, infatti, Mauri ha vissuto una fase importante della propria ricerca e della propria attività intellettuale.
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Fabio Mauri e L’Aquila: una mostra sul rapporto tra arte e storia
La mostra nasce dal desiderio di approfondire gli anni aquilani di Fabio Mauri, periodo fondamentale per comprendere il percorso di un artista che ha indagato per tutta la vita il rapporto tra immagini, memoria, ideologia e responsabilità culturale.
Attraverso opere storiche, installazioni e materiali legati alle sue azioni performative, l’esposizione ricostruisce una ricerca artistica capace di muoversi tra linguaggi differenti, dalla pittura alla fotografia, dalla scrittura alla dimensione teatrale e performativa.
Il progetto si inserisce nel programma culturale legato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, valorizzando il ruolo della città come luogo di produzione e confronto nell’ambito dell’arte contemporanea.
Il percorso espositivo al MAXXI L’Aquila
All’interno degli spazi del MAXXI L’Aquila, ospitato nello storico Palazzo Ardinghelli, la mostra propone un percorso dedicato ai temi centrali dell’opera di Mauri. Il rapporto tra individuo e storia, il peso delle ideologie nel Novecento e la capacità dell’arte di interrogare la realtà.
L’esposizione riunisce lavori che attraversano diverse fasi della carriera dell’artista, evidenziando il carattere sperimentale della sua produzione e il continuo dialogo tra dimensione estetica e riflessione politica.
Particolare attenzione è dedicata alla relazione tra Mauri e il contesto aquilano. Una presenza che ha segnato non soltanto la sua biografia ma anche il suo modo di concepire il ruolo dell’artista e dell’opera d’arte.
Fabio Mauri, un artista tra avanguardia e ricerca concettuale
Nato a Roma nel 1926, Fabio Mauri ha sviluppato una ricerca artistica complessa, attraversando cinema, teatro, letteratura e arti visive. Tra i protagonisti dell’avanguardia italiana, ha utilizzato spesso il linguaggio dell’immagine come strumento per analizzare i meccanismi della comunicazione, della propaganda e della memoria collettiva.
La sua opera è caratterizzata da una costante attenzione al rapporto tra cultura e ideologia, con lavori che riflettono sui traumi del Novecento e sulle modalità attraverso cui la storia viene rappresentata e interpretata.
Tra le sue opere più note figurano gli Schermi, le installazioni ambientali e le performance che hanno contribuito a ridefinire il confine tra arti visive e azione scenica.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

