Mer. Set 30th, 2026

Factory Fest 2026: l’Umbria diventa una scena diffusa

Factory Fest 2026
Factory Fest 2026

Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre Factory Fest 2026 attraversa Spoleto, Campello sul Clitunno, Foligno, Spello e Perugia con teatro, danza, musica e ricerca contemporanea

Factory Fest 2026 torna in Umbria con la sua sesta edizione dedicata alle arti performative contemporanee. Dal 2 al 4 ottobre e dall’8 all’11 ottobre, il festival diffuso attraverserà Spoleto, Campello sul Clitunno, Foligno, Spello e Perugia, trasformando teatri, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena aperta a teatro, danza, musica, performance, cinema e formazione.

Un festival tra territori e linguaggi contemporanei

Ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International, Factory Fest è diretto artisticamente da Elisabetta ed Emiliano Pergolari e giunge nel 2026 alla sua sesta edizione.

La rassegna nasce come un progetto diffuso capace di mettere in relazione diverse realtà culturali umbre, creando un dialogo tra artisti, operatori e pubblico attraverso spettacoli, percorsi formativi e momenti di confronto.

La nuova edizione è stata presentata a Palazzo della Penna di Perugia, durante un incontro che ha illustrato il programma e le principali novità del festival.

“Fuori di sé”, il tema della nuova edizione

Il titolo scelto per il 2026 è Fuori di sé, un invito a superare il punto di vista individuale per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente, gli altri corpi, la comunità, la storia, il conflitto e il suono.

Il tema attraversa l’intero programma, dove teatro, danza, musica, performance, installazioni, cinema e formazione si incontrano in un percorso tra linguaggi diversi.

Una riflessione sul rapporto tra individuo e mondo contemporaneo, affidata alla capacità delle arti performative di creare nuove forme di relazione e partecipazione collettiva.

Teatro e scrittura scenica: nuove creazioni e debutti

Tra i lavori dedicati al teatro e alla scrittura scenica arriva La vita degli animali, nuovo progetto di Elisa Pol e Chiara Lagani, presentato in una delle sue prime uscite pubbliche.

Il programma ospita inoltre Alla linea – Ponthus di Tripee Teatro, tratto dal testo di Joseph Ponthus, e Lori di Nicoletta Nobile / Drama Teatro, proposto in forma di primo studio.

La sezione teatrale comprende anche Kamikaze, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini, La svastica sul sole Experience di lacasadargilla, Arlecchino di Zaches Teatro, Due di notte di Pennacchia / Serrani e Non una voce di Ultimi Fuochi Teatro, performance pensata per quattro spettatori alla volta.

La danza tra corpi, movimento e ricerca

La ricerca coreografica rappresenta uno dei nuclei centrali di Factory Fest 2026, con lavori che esplorano il rapporto tra corpo, spazio e comunità.

Tra gli appuntamenti principali figurano Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra, produzione Societas, e Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti.

Il programma comprende anche POP di Nicola Galli, Re Penelope di Cult of Magic e le azioni partecipative di Danza Insieme, guidate da Lucia Guarino, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa.

Musica e ricerca sonora

La sezione musicale del festival attraversa territori di sperimentazione, memoria e ricerca sonora.

Tra gli appuntamenti principali c’è Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch, presentato in prima nazionale. Tornano inoltre insieme Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte con una performance dal vivo dedicata ai dieci anni dall’uscita di Antico, l’album che aveva unito le loro visioni artistiche.

Il programma musicale ospita anche il lavoro di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai, la ricerca sonora di Enrico Malatesta e altri percorsi dedicati all’ascolto e alla sperimentazione.

Cinema, formazione e incontri

Accanto agli spettacoli, Factory Fest propone attività dedicate alla formazione e alla riflessione sui linguaggi contemporanei.

Upside Down #5 di Silvio Impegnoso assume la forma di un talk imperfetto e di una performance radiofonica, mentre Il Lampadario, curato da Silvio Impegnoso e Lisa Tonelli, propone un percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti.

Il cinema entra nel programma con L’isola del teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana, mentre Progetto Piuma, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica.

Il calendario degli appuntamenti

L’apertura del festival è prevista per venerdì 2 ottobre a Campello sul Clitunno con POP di Nicola Galli alle ore 18.30 e Kamikaze, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini alle ore 21.00.

Tra gli appuntamenti successivi figurano Bloom & Doom [Poetic Riot] di Caterina Moroni, La vita degli animali di Elisa Pol, Speaking Cables di Agnese Banti, Comeback, Re Penelope, Non è inferno di Progetto Piuma, Dedica di Sara Sguotti, Alla linea – Ponthus, Lori e Antico di Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte.

La chiusura, domenica 11 ottobre, prevede tra gli altri la presentazione del nuovo numero della rivista La Falena, il talk Upside Down #5 – Il talk imperfetto, Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra e Arlecchino di Zaches Teatro.

Con Fuori di sé, Factory Fest 2026 conferma la propria vocazione di spazio d’incontro tra discipline artistiche diverse, costruendo un percorso dedicato alla scena contemporanea e alle possibilità della creazione collettiva.

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