Last Updated on 07/10/2026
L’8 ottobre sarà annunciato il nuovo vincitore. Nei pronostici torna Can Xue, davanti a Haruki Murakami, Gerald Murnane e Thomas Pynchon…
Manca ormai pochissimo all’annuncio del Premio Nobel per la Letteratura 2026. Il nome del vincitore sarà reso noto giovedì 8 ottobre e, come ogni anno, l’attesa ha riportato in primo piano il tradizionale gioco dei pronostici: scrittori indicati dai bookmaker, autori che ricompaiono ciclicamente tra i favoriti e possibili sorprese destinate a cambiare ancora una volta la geografia letteraria del premio.
C’è però una premessa fondamentale: non esiste una lista pubblica dei candidati. Le candidature e le valutazioni dell’Accademia svedese restano riservate per cinquant’anni. I nomi che circolano alla vigilia, dunque, non rappresentano una shortlist ufficiale, ma soltanto le previsioni elaborate all’esterno dell’istituzione.
Can Xue davanti a tutti nei pronostici
Tra i nomi più quotati per il Nobel per la Letteratura 2026 c’è ancora una volta Can Xue, pseudonimo della scrittrice cinese Deng Xiaohua. Da tempo presente nelle previsioni che accompagnano il premio, l’autrice è considerata una delle figure più riconoscibili della narrativa sperimentale cinese contemporanea.
La sua produzione si muove lontano dalle forme più tradizionali del realismo, costruendo universi narrativi nei quali realtà, sogno e percezione tendono continuamente a sovrapporsi. Anche quest’anno il suo nome occupa una posizione centrale nelle quote degli scommettitori, confermandola tra le autrici più osservate alla vigilia del verdetto.
Haruki Murakami, il nome che ritorna ogni anno
Subito dietro compare Haruki Murakami, ormai presenza quasi rituale nelle discussioni sul Nobel. Lo scrittore giapponese è da anni uno degli autori più frequentemente indicati tra i possibili vincitori, senza essere mai riuscito finora a ottenere il riconoscimento.
La sua ricorrente presenza nei pronostici è diventata parte stessa del racconto che accompagna ogni nuova edizione del premio. Anche nel 2026 Murakami figura ai vertici delle previsioni, a conferma di una candidatura mediatica che continua a rinnovarsi di anno in anno.
Il dato, tuttavia, racconta soprattutto la popolarità internazionale dello scrittore e la continuità con cui il suo nome viene associato al Nobel. Non offre invece alcuna indicazione concreta sulle decisioni dell’Accademia, che rimangono completamente riservate fino all’annuncio.
Gerald Murnane e Thomas Pynchon tra i possibili vincitori
Tra gli altri favoriti emergono Gerald Murnane e Thomas Pynchon, due autori molto diversi ma accomunati da un rapporto appartato con la scena pubblica e da una lunga attenzione critica internazionale.
L’australiano Gerald Murnane è da diversi anni tra i nomi ricorrenti del Nobel. La sua narrativa, concentrata sul rapporto tra memoria, immaginazione e paesaggio, gli ha costruito nel tempo una reputazione che supera ampiamente i confini dell’Australia.
Anche Thomas Pynchon continua a comparire nelle previsioni. Figura centrale della letteratura americana contemporanea, lo scrittore è noto anche per la scelta di mantenersi lontano dall’esposizione pubblica. La sua presenza tra i favoriti del 2026 conferma quanto il toto-Nobel continui a intrecciare autori già consolidati e nomi da tempo considerati possibili destinatari del premio.
Le scrittrici al centro delle previsioni
L’edizione 2026 vede una presenza significativa di scrittrici nei pronostici. Oltre a Can Xue, vengono indicati con frequenza i nomi di Anne Carson, Cristina Rivera Garza, Margaret Atwood, Lídia Jorge e Ludmila Ulitskaya.
Tra le autrici osservate con particolare attenzione c’è la messicana Cristina Rivera Garza, mentre la canadese Anne Carson continua a essere uno dei nomi più prestigiosi associati al premio. Restano inoltre nelle previsioni personalità letterarie ormai da anni presenti nelle discussioni sul Nobel, come Margaret Atwood.
La presenza di così tante autrici non permette naturalmente di anticipare la scelta dell’Accademia, ma restituisce l’ampiezza di una rosa informale che attraversa lingue, tradizioni e forme letterarie differenti.
Un Nobel sempre difficile da prevedere
La storia recente del premio dimostra quanto sia complicato trasformare le quote in una previsione affidabile. Nel 2025 il Nobel per la Letteratura è stato assegnato allo scrittore ungherese László Krasznahorkai, che figurava già tra i nomi più considerati alla vigilia.
Nel 2024 era stata premiata la sudcoreana Han Kang, preceduta nel 2023 dal norvegese Jon Fosse. Una successione che conferma l’attenzione dell’Accademia verso percorsi letterari molto differenti tra loro e rende difficile individuare una regola capace di anticiparne le scelte.
Anche per questo il toto-Nobel resta soprattutto un grande esercizio culturale collettivo: per qualche giorno porta al centro della conversazione mondiale scrittori, poetesse e opere spesso lontani dai circuiti editoriali più popolari.
L’attesa ora è per il verdetto
Tra Can Xue, Haruki Murakami, Gerald Murnane, Thomas Pynchon e gli altri nomi che circolano in queste ore, nessuno può quindi essere considerato un candidato ufficialmente confermato.
Il gioco delle previsioni terminerà giovedì 8 ottobre, quando l’Accademia svedese renderà finalmente pubblico il nome del Premio Nobel per la Letteratura 2026. Fino a quel momento rimarranno soltanto quote, ipotesi e una lunga lista di autori che, ancora una volta, racconta quanto sia esteso e difficile da circoscrivere il panorama della letteratura contemporanea.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

