Last Updated on 02/11/2026
Dalla poesia ai romanzi, fino al cinema e all’impegno civile: la storia, i libri e i film di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975), intellettuale anticonformista che ha raccontato le contraddizioni dell’Italia del Novecento
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975) è stato poeta, scrittore, regista e intellettuale, una delle figure più influenti e controverse della cultura italiana del Novecento. La sua produzione artistica ha attraversato linguaggi differenti, mantenendo al centro l’attenzione per le disuguaglianze, le trasformazioni sociali e le contraddizioni del progresso.
La sua vita si interrompe tragicamente nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, quando viene assassinato all’Idroscalo di Ostia, vicino a Roma. Una morte violenta che chiude un’esistenza segnata dalla ricerca artistica, dall’impegno civile e da un rapporto spesso conflittuale con la società del suo tempo.
Dalla poesia friulana alle borgate romane
Nato a Bologna il 5 marzo 1922, Pasolini trascorre parte della giovinezza in Friuli, a Casarsa, paese d’origine della madre. Qui pubblica nel 1942 la sua prima raccolta, Poesie a Casarsa, manifestando un interesse per il dialetto e le culture popolari che accompagnerà tutta la sua produzione.
Nel 1950 si trasferisce a Roma, città destinata a diventare centrale nella sua opera. L’incontro con le borgate e il sottoproletariato urbano ispira i romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), nei quali racconta l’esistenza dei giovani delle periferie, tra povertà, marginalità e desiderio di riscatto.
Protagonista di Una vita violenta è Tommaso Puzzilli, giovane di Pietralata la cui vicenda diventa il ritratto di una Roma lontana dalle immagini monumentali della Capitale.
Il cinema di Pasolini: dalle periferie alla critica sociale
Il passaggio alla regia avviene nel 1961 con Accattone, film che porta sullo schermo il mondo delle borgate già esplorato nei romanzi. Da quel momento il cinema diventa uno degli strumenti principali attraverso cui Pasolini indaga la società, la religione, il potere e la condizione umana.
Con Mamma Roma (1962), interpretato da Anna Magnani, affronta il desiderio di riscatto sociale, mentre Il Vangelo secondo Matteo (1964) propone una rilettura essenziale della vita di Cristo. Negli anni successivi il suo linguaggio si fa sempre più simbolico e sperimentale, fino alle opere più radicali dell’ultima fase della sua carriera.
I sei film di Pier Paolo Pasolini da vedere
Per comprendere l’evoluzione del suo cinema, sei titoli rappresentano un percorso significativo attraverso temi, linguaggi e stagioni creative differenti.
- Accattone (1961) – Il debutto alla regia, con Franco Citti, racconta la vita di un giovane emarginato nelle borgate romane. Un ritratto della periferia e delle sue contraddizioni.
- Mamma Roma (1962) – Anna Magnani interpreta una donna che cerca di costruire un futuro migliore per sé e per il figlio, confrontandosi con i limiti imposti dalla propria condizione sociale.
- Il Vangelo secondo Matteo (1964) – Una rappresentazione della vita di Cristo, girata anche a Matera, caratterizzata da uno stile essenziale e da una forte attenzione ai volti e ai paesaggi.
- Uccellacci e uccellini (1966) – Con Totò e Ninetto Davoli, una favola surreale che intreccia ironia, filosofia e riflessione politica.
- Teorema (1968) – Un misterioso ospite, interpretato da Terence Stamp, sconvolge gli equilibri di una famiglia borghese, mettendone in crisi identità e valori.
- Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) – L’ultimo film del regista, un’opera estrema e disturbante sulla violenza e sull’esercizio del potere, destinata a un pubblico adulto.
L’impegno civile e gli ultimi scritti
Accanto alla letteratura e al cinema, Pasolini sviluppa un’intensa attività giornalistica. Dal 1973 collabora con il Corriere della Sera, intervenendo sui cambiamenti culturali e politici dell’Italia contemporanea.
Le sue riflessioni confluiscono anche in Scritti corsari (1975) e Lettere luterane (1976, pubblicato postumo), opere nelle quali affronta il consumismo, l’omologazione culturale e le trasformazioni della società italiana.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

