Georgia Oakley riporta sul grande schermo “Ragione e Sentimento”, il celebre romanzo di Jane Austen, con Daisy Edgar-Jones ed Esmé Creed-Miles. Un viaggio tra amore, emozioni e razionalità, impreziosito da una fotografia suggestiva, costumi ricercati e un cast d’eccezione
Di Lucrezia Dell’Orco
Dopo il grande successo di “Ragione e Sentimento” uscito nel 1996 con protagoniste Emma Thompson e Kate Winslet, Georgia Oakley riadatta il celebre libro di Jane Austen con un nuovissimo cast, dal 22 ottobre al cinema, distribuito da Universal Pictures.
La trama: le sorelle Dashwood tra amore e cambiamenti
Dopo la morte del padre, le sorelle Dashwood, Elinor (Daisy Edgar-Jones), Marianne (Esmé Creed-Miles), e Margaret (Bodhi Rae Breathnach), insieme alla madre (Caitríona Balfe), sono costrette ad abbandonare la casa di famiglia, ereditata dal figlio maggiore di Mr Dashwood e da sua moglie Fanny, per trasferirsi in una casa nelle campagne del Devonshire, dove abita una parente lontana del defunto: Mrs Jennings (Fiona Shaw). Qui le due sorelle maggiori saranno alle prese con relazioni amorose dai toni completamente diversi. Infatti se Elinor ha un approccio pragmatico e realistico, Marianne esprime i suoi sentimenti in maniera profonda e passionale, non mettendo alcun tipo di freno alle sue emozioni.
La recensione: un adattamento tra eleganza e atmosfere fiabesche
“Ragione e Sentimento” può essere considerato uno degli adattamenti migliori degli ultimi anni di uno dei romanzi più celebri della letteratura inglese. Infatti, grazie alla fotografia, ai costumi e al meraviglioso cast, il film proietta lo spettatore alla fine del Diciottesimo secolo, facendolo immedesimare completamente in quell’atmosfera fiabesca raccontata da Austen.
Fondamentale per la pellicola è infatti il fantastico lavoro fatto dalla regista Georgia Oakley che, tramite un gioco di prospettive e alternando inquadrature ravvicinate a inquadrature panoramiche, ha colto a pieno i paesaggi e l’estetica propria dei romanzi di Austen. I costumi danno quel tocco in più, aumentandone il realismo.
Costumi e colori raccontano le emozioni dei protagonisti
Questi ultimi, inoltre, sono un mezzo sia per caratterizzare fin da subito i protagonisti, sia per mostrare le emozioni che le scene vogliono trasmettere. Infatti, come ha rivelato la costumista Grace Snell, ogni scelta riguardante l’abbigliamento prende in considerazione sia lo stato sociale sia il carattere dei rispettivi personaggi. Impercettibilmente la palette cromatica degli abiti delle sorelle diventa sempre più brillante con l’avanzare della storia: all’inizio sono scuri, esprimendo il lutto della famiglia Dashwood, diventando poi sempre più chiari con l’adattamento nel Davonshire.
L’importanza dei colori raggiunge il suo apice durante il ballo a Londra. Infatti, quell’eccesso di bianco serve a sottolineare come l’ambiente dei salotti londinesi sia una realtà completamente diversa rispetto a quella a cui Elinor e Marianne sono abituate.
Elinor e Marianne: il confronto tra ragione e sentimento
È inoltre fondamentale il dialogo tra i personaggi: al centro della narrazione troviamo il rapporto tra Elinor e Marianne, le cui rispettive storie d’amore mettono in evidenza le differenze tra le due donne.
Le sorelle Dashwood, infatti, sono due poli opposti proprio come la ragione (Elinor) ed il puro sentimento (Marianne). Il dialogo tra queste due realtà apparentemente antitetiche serve a far capire allo spettatore che c’è bisogno di una mediazione tra le due, mettendo in risalto come l’eccesso dell’una o dell’altra può causare infelicità.
Le storie d’amore e le scelte delle sorelle Dashwood
Le vicende amorose sono ovviamente le protagoniste. Le due sorelle infatti si relazionano anche con uomini completamente diversi. Elinor, innamorata del giovane Edward Ferrars (George MacKay), fratello maggiore di Fanny Ferrars, è pronta a mettere da parte i suoi sentimenti per onorare una promessa fatta da lui anni fa, anche se ciò le porterà sofferenza; Marianne, disprezzerà la freddezza del Colonnello Brandon (Herbert Nordrum), criticandone i modi pragmatici, cercando (e trovando) una passione più ardente nel giovane Willoughby (Frank Dillane), passione che verrà messa prima di valori e serietà, rappresentati dal Colonnello. Le vicende amorose, continueranno poi a Londra dove le due ragazze conosceranno le vere intenzioni dei rispettivi uomini.
La crescita personale, il cuore del romanzo di Jane Austen
Queste situazioni antitetiche sono una chiave di volta fondamentale per la personalità e lo sviluppo delle due sorelle Dashwood. Infatti, entrambe, per arrivare ad ottenere la felicità, dovranno mettere la prima un freno alla propria coscienza e la seconda un freno alle proprie emozioni.
La pellicola coglie perfettamente questa crescita personale, caratteristica fondamentale delle protagoniste dei romanzi di Jane Austen. Le donne, nei romanzi dell’autrice, infatti, vengono dipinte come personaggi complessi, con emozioni e pensieri reali e profondi che non possono essere colti con una semplice lettura veloce. La storia amorosa è quindi solo lo sfondo che serve alle due giovani per compiere questa crescita, che le renderà delle donne mature e veramente complete, facendo stringere ancora di più questo bellissimo rapporto tra sorelle, avvicinando l’una alla visione della vita dell’altra.
Un film romantico dall’estetica raffinata e dall’ironia sottile
“Ragione e Sentimento” è un film perfetto per chiunque cerchi una pellicola romantica dai toni leggeri e autunnali. È molto apprezzata quell’ironia sottile e di buon gusto caratteristica dei romanzi di Jane Austen che accompagna tutta la storia. Elemento fondamentale per questo lato umoristico è l’interpretazione di Fiona Shaw nei panni di Mrs Jennings.
L’estetica curata nei minimi dettagli, dalle inquadrature, ai costumi, fino alle scelte cromatiche, rende questo film un’opera d’arte a livello visivo, arricchendo ancora di più la bellissima storia delle sorelle Dashwood.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

