Dal 22 ottobre al cinema, il film di James Watkins racconta la trasformazione di un attore sfigurato in uno dei nemici di Batman. Un thriller tra body horror, ambizione e ossessione per l’apparenza
Un attore che perde il proprio volto, una cura sperimentale che promette di restituirglielo e una trasformazione destinata a sfuggire a ogni controllo. Dal 22 ottobre 2026 arriva nei cinema italiani Clayface, il film dei DC Studios diretto da James Watkins, dedicato alle origini di uno degli antagonisti dell’universo di Batman.
Con Tom Rhys Harries e Naomi Ackie, il film si allontana dalle dinamiche tradizionali del cinecomic per esplorare i territori del thriller psicologico, del body horror e del dramma sentimentale. Al centro della vicenda c’è un uomo che tenta di recuperare ciò che ha perduto, finendo per smarrire la propria identità. Scritto da Mike Flanagan e Hossein Amini, da un soggetto dello stesso Flanagan, Clayface è prodotto da Matt Reeves, Lynn Harris, James Gunn e Peter Safran. La durata è di 108 minuti, con distribuzione Warner Bros. Pictures.
La trama: Matt Hagen, dalla celebrità alla deformazione
Matt Hagen è un giovane attore cresciuto nei quartieri difficili di Gotham City, riuscito a costruirsi una carriera cinematografica a Coast City. Il successo sembra ormai consolidato, ma un ritorno nella città natale cambia radicalmente il suo destino.
Durante un fine settimana trascorso con l’amico d’infanzia Corey Bowery, interpretato da Joshua James, Matt entra in contatto con l’ambiente criminale controllato da Markos Szabo, boss interpretato da David Dencik. Una serie di eventi culmina in una brutale aggressione che lo lascia sfigurato. Insieme al volto, l’attore perde le certezze sulle quali aveva costruito la propria esistenza: la carriera si interrompe e il mondo dello spettacolo gli volta progressivamente le spalle.
L’ultima possibilità arriva dalla dottoressa Caitlyn Corr, interpretata da Naomi Ackie, ricercatrice specializzata in nanotecnologie. Il suo trattamento sperimentale restituisce inizialmente a Matt le sembianze perdute, ma produce conseguenze impreviste: il corpo comincia a modificarsi e l’attore acquisisce la capacità di assumere l’aspetto di altre persone. La possibilità di cambiare volto diventa così l’inizio di una spirale di vendetta, nella quale il desiderio di giustizia si confonde con la perdita del controllo.
Il body horror e la paura di perdere la propria identità
La trasformazione fisica è il fulcro narrativo di Clayface. Il film utilizza gli strumenti del body horror, genere che attraverso la deformazione del corpo rappresenta inquietudini psicologiche e paure profonde. Nel caso di Matt Hagen, il cambiamento assume un significato particolare: il protagonista è un attore che ha costruito la propria identità professionale sul volto e sulla capacità di interpretare altre persone.
La vicenda richiama alcune suggestioni del cinema fantastico e horror, da La mosca di David Cronenberg a Darkman di Sam Raimi, affrontando il rapporto tra apparenza, riconoscimento sociale e perdita di sé. Le nanotecnologie, inoltre, amplificano gli impulsi più profondi del protagonista, alimentando rabbia e desiderio di rivalsa. L’uomo che cercava una cura diventa progressivamente incapace di distinguere il recupero della propria vita dalla necessità di punire chi gliel’ha distrutta.
Tom Rhys Harries e Naomi Ackie: tra scienza e ossessione
Il rapporto tra Matt Hagen e Caitlyn Corr costituisce uno degli elementi centrali della storia. Entrambi provengono da contesti difficili e condividono un’ambizione che li ha spinti a cercare l’affermazione personale.
Caitlyn è una scienziata determinata, rimasta senza finanziamenti e impegnata a portare avanti autonomamente le proprie ricerche. L’arrivo di Matt rappresenta l’occasione per sperimentare una tecnologia sulla quale ha investito gran parte della propria esistenza. La collaborazione supera però i confini del rapporto tra medico e paziente. L’attrazione reciproca e il coinvolgimento emotivo compromettono una situazione già segnata da scelte scientifiche ed etiche rischiose.
A complicare il quadro interviene John Borrelli, interpretato da Max Minghella, detective della polizia di Gotham e fidanzato di Caitlyn. Mentre indaga su alcuni omicidi apparentemente collegati a Matt, il legame tra la scienziata e il suo paziente diventa sempre più difficile da gestire.
Gli effetti speciali: diciotto trasformazioni per Clayface
Uno degli aspetti più caratteristici della produzione riguarda la realizzazione delle trasformazioni di Matt Hagen. James Watkins ha scelto di utilizzare ampiamente effetti pratici e trucco protesico, affiancandoli agli interventi digitali.
Il lavoro è stato affidato a Legacy Effects, con la supervisione di Shane Mahan. Il reparto ha sviluppato circa diciotto differenti fasi di trasformazione, utilizzando protesi, lenti a contatto ed elementi capaci di modificare la conformazione del viso e della bocca. Le alterazioni coinvolgono progressivamente la pelle, i lineamenti e la struttura fisica del protagonista, rendendo visibile il deterioramento della sua condizione.
Durante la lavorazione è stato utilizzato anche l’Oobleck, una miscela di acqua e amido di mais che cambia consistenza in base alle sollecitazioni, impiegata per rappresentare alcune caratteristiche della materia in trasformazione.
Gotham City prende forma a Liverpool
Per rappresentare Gotham City, la produzione ha scelto Liverpool, trasformandone strade ed edifici nella metropoli immaginaria dell’universo DC.
Lo scenografo James Price, premio Oscar per Povere creature!, ha lavorato con Watkins e con il direttore della fotografia Rob Hardy per creare una città opprimente, segnata dalla corruzione e dominata da tonalità fredde. Tra i riferimenti visivi figurano le fotografie urbane della New York degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.
In contrapposizione, Coast City presenta colori più caldi e luminosi. Le sue ambientazioni sono state ricreate sulla costa dell’Istria, in Croazia, dove la produzione ha girato per una settimana. Anche l’epoca del racconto resta volutamente indefinita: accanto a tecnologie contemporanee compaiono automobili, costumi e arredamenti che richiamano soprattutto gli anni Settanta.
La colonna sonora tra David Bowie, Chicago e Jamie xx
La componente musicale accompagna il contrasto tra successo, mondanità e progressiva perdita dell’identità. La colonna sonora comprende brani di David Bowie, Chicago, Goldfrapp, Frankie Valli & The Four Seasons, Diana Ross & The Supremes con i Temptations e Jamie xx.
Tra le canzoni presenti figurano Golden Years di Bowie, Beggin’ nella rielaborazione di Pilooski, Ooh La La dei Goldfrapp e If You Leave Me Now dei Chicago, utilizzata anche nella versione interpretata da Jasmine Jethwa.
La partitura originale è firmata da Volker Bertelmann, compositore premio Oscar per Niente di nuovo sul fronte occidentale. Musiche originali e brani di epoche differenti contribuiscono a definire le atmosfere del film.
Le origini di Clayface, dai fumetti alla serie animata di Batman
Clayface appartiene alla storia della DC Comics fin dal 1940, quando la prima incarnazione del personaggio, Basil Karlo, comparve su Detective Comics #40, creato da Bill Finger e Bob Kane. La versione di Matt Hagen arrivò invece nel 1961, su Detective Comics #298, con una storia firmata da Bill Finger e Sheldon Moldoff.
Nel corso dei decenni, il personaggio è stato reinterpretato più volte. Tra le incarnazioni più conosciute figura quella di Batman: The Animated Series, in particolare il doppio episodio Feat of Clay del 1992, che ha rappresentato un riferimento importante per Mike Flanagan.
La nuova versione cinematografica rielabora queste origini attraverso il linguaggio dell’horror, concentrandosi sulla trasformazione fisica e psicologica del protagonista. Il film introduce inoltre una nuova rappresentazione di Gotham City all’interno del DC Universe coordinato da James Gunn e Peter Safran, mantenendo una storia autonoma rispetto agli altri titoli.
Clayface, un horror sul prezzo dell’apparenza
Con Clayface, i DC Studios scelgono di raccontare le origini di un antagonista attraverso una vicenda che mette al centro il rapporto tra immagine pubblica, ambizione e identità personale.
Nel mondo dello spettacolo rappresentato dal film, la celebrità dipende anche dalla capacità di conservare un’immagine riconoscibile. Quando Matt perde il proprio volto, scompare il sistema di relazioni e opportunità che aveva accompagnato la sua ascesa. La successiva metamorfosi rende questo conflitto ancora più evidente: un uomo capace di assumere qualunque aspetto finisce per non riconoscere più se stesso.
È su questa contraddizione che si sviluppa il racconto di James Watkins, tra horror fisico, thriller criminale e tragedia personale. Clayface è nei cinema italiani dal 22 ottobre 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

