Mar. Ott 27th, 2026

Pina Bausch alla Scala: una mostra e il debutto del balletto

Pina Bausch alla Scala: una mostra e il debutto del balletto
Pina Bausch alla Scala: una mostra e il debutto del balletto

Dal 22 ottobre al 22 novembre, il Teatro alla Scala di Milano dedica una mostra fotografica alla coreografa tedesca. Dal 7 novembre debutta anche Le Sacre du printemps, interpretato per la prima volta dal Corpo di Ballo scaligero

Il Teatro alla Scala di Milano rende omaggio a Pina Bausch con una mostra fotografica dedicata a una delle figure più influenti della danza contemporanea. L’esposizione, allestita nel Ridotto dei Palchi e visitabile dal 22 ottobre al 22 novembre 2026, accompagna il debutto scaligero di Le Sacre du printemps, in programma dal 7 al 21 novembre.

L’iniziativa segna un momento significativo nel rapporto tra il teatro milanese e l’eredità artistica della coreografa tedesca. A quasi cinquant’anni dalla prima rappresentazione di una sua opera alla Scala, infatti, il Corpo di Ballo del Piermarini affronta per la prima volta direttamente una sua coreografia.

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Diciotto pannelli fotografici per ripercorrere la storia di Le Sacre du printemps

La mostra si sviluppa attraverso 18 pannelli fotografici che documentano i primi vent’anni di vita di Le Sacre du printemps, dal 1975 al 1995. Un percorso per immagini che permette di osservare la storia della produzione e il suo sviluppo nel tempo, attraverso materiali provenienti dall’archivio della Fondazione Pina Bausch.

Tra gli elementi che caratterizzano l’esposizione figura la presenza di fotografie inedite, messe a disposizione dalla Fondazione proprio in occasione dell’allestimento milanese.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è Salomon Bausch, fondatore e membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Pina Bausch, che ha evidenziato come si tratti della prima occasione in cui la Fondazione viene invitata a realizzare una mostra costruita intorno a una specifica produzione.

Le Sacre du printemps debutta con il Corpo di Ballo della Scala

Il 7 novembre 2026 segna un passaggio importante per il repertorio del teatro milanese. Per la prima volta, infatti, il Corpo di Ballo della Scala si confronta con Le Sacre du printemps nella versione coreografica di Pina Bausch.

Lo spettacolo resterà in cartellone fino al 21 novembre, inserito in un programma interamente dedicato alla musica di Igor Stravinskij.

Il debutto assume un particolare significato anche per la distanza temporale che lo separa dalla prima apparizione di un’opera della coreografa sul palcoscenico scaligero, avvenuta quasi mezzo secolo fa. La nuova produzione porta così il linguaggio coreografico di Bausch direttamente nel repertorio interpretato dai danzatori del teatro.

Stravinskij alla Scala: in programma anche Apollo di Balanchine

Le Sacre du printemps sarà presentato nell’ambito di un dittico dedicato a Stravinskij, che comprende anche il ritorno di Apollo, con la coreografia di George Balanchine.

Il programma accosta dunque due differenti interpretazioni coreografiche della musica del compositore russo, mettendo in relazione il lavoro di Bausch e quello di Balanchine all’interno della stessa serata.

La mostra fotografica completa il progetto culturale, affiancando alla rappresentazione teatrale una documentazione visiva della storia di Le Sacre du printemps. Due iniziative distinte ma collegate, che consentono di approfondire il rapporto tra memoria coreografica, repertorio e interpretazione contemporanea.

Pina Bausch alla Scala: le date della mostra e degli spettacoli

La mostra dedicata a Pina Bausch è allestita nel Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala di Milano dal 22 ottobre al 22 novembre 2026. L’esposizione comprende 18 pannelli fotografici relativi al periodo 1975-1995, con immagini inedite provenienti dall’archivio della Fondazione Pina Bausch.

Il balletto Le Sacre du printemps sarà invece in scena dal 7 al 21 novembre 2026, insieme ad Apollo di George Balanchine, nel dittico musicale dedicato a Igor Stravinskij.

La programmazione riunisce così, nell’arco di un mese, la dimensione documentaria della mostra e quella performativa del palcoscenico, riportando al centro dell’attività scaligera l’opera e l’eredità coreografica di Pina Bausch.

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