Pochi chilometri fuori dal centro di Matera si trova la Cripta del Peccato Originale, un affresco rupestre di straordinaria intensità. Una grotta, un luogo sacro e intimo, dipinto più di mille anni fa…

Matera non è una città da osservare, è un luogo da attraversare lentamente. Le sue pareti non sono solo roccia: sono architettura, archivio, memoria. I Sassi, Patrimonio UNESCO dal 1993, conservano un tessuto urbano che sembra immobile, e invece cambia con la luce, con il passo, con il silenzio.
Tra cripta e contemporaneo
Pochi chilometri fuori dal centro si trova la Cripta del Peccato Originale, un affresco rupestre di straordinaria intensità. Non è un museo: è una grotta, un luogo sacro e intimo, dipinto più di mille anni fa. La visita è regolata, sussurrata. A pochi passi da qui, il linguaggio contemporaneo prende il sopravvento: a Casa Cava, ex cava di tufo trasformata in centro culturale sotterraneo, si alternano installazioni, mostre e performance.
Artigiani e visioni
Nel Rione Civita e lungo via Fiorentini, piccole botteghe lavorano la ceramica, il legno e il tufo come linguaggi d’arte. Non souvenir, ma oggetti simbolici, spesso in dialogo con la forma della città stessa. L’arte qui si confonde con l’artigianato, e il museo è spesso una casa privata aperta.
Dopo il 2019
Con Matera Capitale Europea della Cultura, la città si è aperta al mondo. Ma la sua vocazione non è l’evento, è il tempo lento. Restano i segni di quel passaggio: opere ambientali nei Sassi, mostre nei palazzi storici, tracce di performance. L’arte non ha invaso la città: si è accodata a un ritmo più antico.
Matera non si mostra: si lascia scoprire. E l’arte qui è ancora qualcosa che nasce dalla pietra, non per ornare, ma per raccontare.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

