“Love bombing”, romanzo d’esordio di Raffaele Passerini edito da Castelvecchi, è un’opera capace di intrecciare autobiografia, formazione sentimentale e riflessione sui meccanismi più profondi delle relazioni…
Edito da Castelvecchi, “Love bombing” è il romanzo di esordio del regista Raffaele Passerini, un racconto di costruzione emotiva ambientato a New York. Una storia universale, che tratta di rapporti familiari, desiderio di affermazione, imprinting emotivi che derivano dall’infanzia. E dell’urgenza di sentirsi riconosciuti, di trovare qualcuno in cui specchiarsi più che condividere un tratto di strada assieme, anche soltanto per resistere alla necessità di avere successo e scoprire così il lato oscuro delle proprie responsabilità.
A volte per ritrovarsi bisogna attraversare un oceano. Più spesso, basta guardare in faccia ciò che ci ostiniamo a chiamare “destino”, anche quando è solo una provincia che ci cresce addosso come una seconda pelle. Raffaele lo sa bene. Ha inseguito il sogno americano fino a consumarne i bordi, salvo scoprire che la frontiera più difficile da varcare era la propria. È lì che riaffiora la vergogna di un’omosessualità taciuta troppo a lungo a una famiglia che chiede conformità o lontananza in cambio della pace.
New York e la ricerca dell’amore
New York, inizio anni Duemila. Raffaele ha trent’anni, un sogno da regista e una fame d’amore che si porta dietro da sempre. In una città che sembra concedere ogni possibilità, incontra Jean-Luc, affascinante e potente, e si convince di aver trovato finalmente l’uomo giusto, quello che per anni ha desiderato in silenzio. Ma il bisogno di essere amati può nascondere dinamiche violente, manipolazioni invisibili, dipendenze emotive.
“Love bombing” è un viaggio di formazione sentimentale, tra amori storti, fughe, occasioni mancate, abbagli luminosi. Una voce intima e carnale che ci confida desideri, ci racconta cadute e ripartenze: tagliente, divertita, profondamente vera.
Una fiction autobiografica tra amore, potere e dipendenza emotiva
Il libro rappresenta un esempio di fiction autobiografica, nasce da un bisogno che assume i connotati del dovere, quello di raccontare una fragilità, un ritardo emotivo, ma anche il desiderio di realizzare i propri sogni e l’intreccio delle proprie paure, che si traduce in incapacità di amare.
Perché il vittimismo e la prevaricazione sono due facce della stessa medaglia, o meglio della stessa coppia. A praticare il love bombing sono i narcisisti patologici: si bombarda di attenzioni il partner per poi sabotarlo e infine averlo in pugno. Alla base c’è un senso di perdita, quello dei rapporti di forza nelle relazioni sentimentali, di quanto la necessità di mantenerle in vita a tutti i costi possa imbrogliare la lucidità.
Il sogno americano e il peso del successo
Sullo sfondo c’è New York, quasi un epitaffio della frenesia del nostro tempo. È la città che incarna il sogno americano: la sua velocità ti fa sentire al centro del mondo, ma solo a patto di raggiungere i tuoi obiettivi.
Un palcoscenico che nel romanzo si fa scenario, raccontando un inferno che esaspera i rapporti e li fa detonare, esaltando competizione e denaro. Un requiem di aspettative impossibili, dove la meritocrazia diviene ansia nel tentativo sempiterno di alimentare l’ennesimo storytelling di successo.
Il riconoscimento come forma di liberazione
Ma chi decide cosa sia successo, fallimento, follia o arte? Sopra ogni cosa c’è l’attesa del riconoscimento, sempre presente. Perciò questo libro è una forma di liberazione.
Per farlo innanzitutto bisogna abbandonare l’idea stessa del successo. Pensare solo a raccontarsi senza filtri, perché qualcun altro trovi il coraggio di fare lo stesso.
Una scrittura visiva tra dolore e introspezione
Il materiale emotivo di “Love bombing” è restituito alle pagine tramite una scrittura visiva. In una sua intervista l’autore Raffaele Passerini ha detto che mentre scriveva questo libro avrebbe voluto “una telecamera sugli occhi e un microfono sul cuore”.
Un’apprensione sensoriale del testo, che doveva essere in grado di restituire flusso di coscienza e introspezione, donando visibilità a dolore, mancata cura di sé, malessere e malattia. Un tentativo ardito e al tempo riuscito, reso attraverso azioni semplici e descrizioni chiare, che sorprende il lettore e lo porta a riconoscere, se non a immedesimarsi, in meccanismi psicologici sottili, eppure persistenti, dapprima fastidiosi e poi preoccupanti.
Dal romanzo al cinema: una storia che guarda oltre la pagina
L’opera è pensata con il tempo di riflessione del romanzo, ma immaginarne una trasposizione cinematografica non è peccato. Non si tratta di una sceneggiatura pronto uso, la storia e i personaggi che racconta possiedono un respiro diverso, più lungo.
Si tratta piuttosto di uno scenario, dove la narrazione e le sue sequenze, si nutrono di appunti, ricordi, riflessioni. Pagine di vita insomma.
Una storia universale oltre le definizioni
Si potrebbe discutere se “Love bombing” sia un esempio di letteratura di genere, non bisogna però interpretare questa definizione come qualcosa di ghettizzante.
È innegabile che nel romanzo vengano descritte in modo piuttosto esplicito scene di sesso gay, ma queste categorizzazioni sono state sdoganate da tempo da autori trasversali come Leavitt e Tondelli, che le hanno elevate fino a farne semplicemente della buona letteratura.
Perché in fondo solo il lettore può dire se un libro piace o meno, non stupisce pertanto che il 70% dei messaggi su questo libro ricevuti dall’autore siano di donne etero.
Una storia intensa di amore, identità e riscatto
In definitiva Raffaele Passerini ha scritto una storia intensa e contemporanea che affronta la dipendenza emotiva e la manipolazione raccontando la relazione fra due uomini con tono diretto, crudo, a tratti comico.
Il libro esplora i temi dell’amore, del potere, dell’autostima e del bisogno di appartenenza, portando il protagonista a riconquistare sé stesso e i propri confini.
Leggendola ho avuto delle suggestioni, quasi delle rimembranze. La prima riguarda “Prima che sia notte” il romanzo autobiografico dello scrittore e poeta cubano Reinaldo Arenas, da cui è stato il film omonimo diretto da Julian Schnabel e con protagonista Javier Bardem. La seconda appartiene a “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe.
Sono associazioni che sembrano rincorrere i famosi 6 gradi di separazione. Perché Raffaele Passerini ha scritto di relazioni tossiche, ma anche delle storture che ognuno può celare dentro. L’ha fatto per sé parlando agli altri.
“E fu così che negli anni di sovraesposizione alle sfighe eterne delle mie eroine, imparai a empatizzare con le ultime della storia, eppure pur sempre protagoniste, rendendomi molle come un babà imbevuto di terrore. Già il mondo di fuori mi aveva ben chiarito che così com’ero non mi avrebbe mai voluto e, a furia di cartoni animati, le uniche realistiche opzioni di futuro nella mia testolina divennero le seguenti: diventare orfano e schiavo, orfano e mendicante, orfana e pastorella, paralizzata o travestito. Ed è così che iniziai ad aver paura del giudizio degli altri. Ma soprattutto di quello dei miei genitori. Cose da piccoli finocchi borghesi in erba, direbbe qualcuno. Ognuno ha i propri traumi, ognuno se li porta dietro come può. E non rompere il ca..o con ‘sto vittimismo”
Raffaele Passerini
Raffaele Passerini. Dopo una giovanile sperimentazione nelle arti visive e nella recitazione, negli USA, studia regia, gira i suoi corti, apre una piccola casa di produzione, collabora con il Lincoln Center Film Society e insegna alla New York Film Academy.
Tornato in Italia, insegna alla Roma Film Academy, alla Rome University of Fine Arts, e alla Rome Business School. Gira come regista il docu-film Il Principe di Ostia Bronx (vincitore del Biografilm 2017) e firma due podcast, Labanof (come co-autore, vincitore del Prix Italia 2020) e Virgo. L’universo si fa suono (2022), entrambi per Radio Tre. Love bombing è il suo romanzo d’esordio.
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Classe 1977, consulente di comunicazione. Vivo fra Roma e l’Umbria. Prima e dopo la laurea sono passato per varie reincarnazioni: sarto, guerrilla marketer, responsabile ufficio stampa nel settore del trasporto aereo, ghost writer. Mi occupo dello sviluppo di progetti editoriali e organizzo festival letterari. Leggo libri, da scrittore sospeso ne scrivo recensioni.

