Nel 1982, il compositore inglese Jonathan Harvey scrisse cinque Preludi per Bacon, ispirati a dipinti specifici dell’artista irlandese…

Nel 1982, il compositore inglese Jonathan Harvey (Sutton Coldfield, 3 maggio 1939 – Lewes, 4 dicembre 2012) scrisse cinque Preludi per Bacon, ispirati a dipinti specifici dell’artista irlandese. Ogni pezzo era pensato per sintetizzatore modulare, con inserti vocali trattati elettronicamente.
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Il suono della carne
Harvey cercava di rendere in musica la materia pittorica: suoni strappati, frequenze dense, archi sintetici che si deformano. Ogni prelude evocava una tela – Three Studies for a Crucifixion, Portrait of George Dyer – come se fosse una partitura visiva.
Non eseguiti
Previsti per un festival d’avanguardia a Londra, l’organizzazione li escluse per difficoltà tecniche. Solo due furono trasmessi in radio e mai più riproposti. Le partiture sono archiviate al King’s College, ma raramente consultate.
Jonathan Harvey e la pittura che suona
Questi preludi restano tra i tentativi più radicali di tradurre Bacon in suono. Musica che non accompagna, ma agisce come il pennello: urta, deforma, scava. Una pittura che suona – e che resta inascoltata.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

