Nel 1989, Franco Battiato incise un brano intitolato Installazione n. 5. Il testo ironizzava sull’arte concettuale…

Nel 1989, Franco Battiato incise un brano intitolato Installazione n. 5. Il testo ironizzava sull’arte concettuale: “Un microfono acceso davanti a un blocco di granito, / e il critico applaude l’invisibile suono dell’assenza.”
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Sparito dai cataloghi
Registrato in studio ma mai inserito in album ufficiali, il singolo fu promosso brevemente da una piccola etichetta, poi ritirato. Si parlò di pressioni da ambienti museali. Alcuni dj ne conservarono le copie demo, oggi introvabili.
Il brano fantasma
Solo pochi secondi sopravvivono in un documentario su Battiato, in sottofondo. Il testo completo è stato ricostruito da appunti del suo collaboratore Manlio Sgalambro. È una delle sue canzoni più taglienti e meno conosciute.
Arte contro arte
Installazione n. 5 resta una provocazione. Un atto critico musicale contro l’autoreferenzialità dell’arte contemporanea. Una traccia invisibile, ma molto chiara nel suo bersaglio.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

