Nel 2009, la compositrice italiana Lucia Ronchetti trasformò forme e colori in un’opera sinfonica. Ma la partitura è rimasta chiusa in un cassetto…

Lucia Ronchetti, compositrice contemporanea, ha spesso lavorato sull’ibridazione tra parola, suono e immagine. Nel 2009 concluse un lavoro ispirato a Kandinsky, intitolato Geometrie celate. Una sinfonia per orchestra, voci isolate e sintetizzatori discreti.
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Colore come struttura
Ogni sezione dell’opera si rifaceva a un quadro specifico, analizzandone forma e cromia. Composizione VIII era tradotta in ritmi spezzati e timbri acuti. Improvvisazione 31 diventava una sequenza di archi scordati e vibrafono. Non accompagnamento musicale, ma lettura tradotta in suono.
Mai eseguita
Commissionata per un festival tedesco poi annullato, l’opera non è mai stata eseguita in pubblico. Ronchetti non ha insistito. Ha lasciato la partitura, perfettamente scritta, ma silenziosa. Alcuni suoi studenti ne hanno interpretato piccole porzioni in laboratorio.
Una sinfonia a colori
Geometrie celate è musica che si guarda. Non descrive Kandinsky, lo prosegue. È l’unico esempio italiano di sinestesia orchestrale compiuta nel XXI secolo. Eppure nessuno l’ha ascoltata tutta. Non ancora.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

