Dal 27 maggio arriva su Netflix la terza serie animata di Zerocalcare, dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo. Al centro ci sono Zero, Cinghiale e l’Armadillo, in una storia che parla di debiti, rapporti sospesi e bilanci personali
Due spicci è la nuova serie animata di Zerocalcare, disponibile su Netflix dal 27 maggio. Il progetto segna il ritorno dell’autore romano alla serialità dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, confermando un percorso costruito intorno ai suoi personaggi più riconoscibili e a una scrittura fondata su memoria, periferia e rapporti personali.
La serie è creata, scritta e diretta da Zerocalcare ed è prodotta da Movimenti Production, in collaborazione con BAO Publishing. Tornano Zero, Cinghiale e l’Armadillo, quest’ultimo ancora doppiato da Valerio Mastandrea.
La trama di Due spicci
La storia segue Zero e Cinghiale, impegnati nella gestione di un piccolo locale. Le difficoltà economiche si intrecciano con problemi personali, responsabilità nuove e questioni rimaste aperte.
Il racconto si muove tra presente e passato, mettendo al centro rapporti fragili, conti da saldare e nodi emotivi che tornano a pesare sui personaggi. L’Armadillo accompagna ancora una volta Zero come voce della coscienza, in una dinamica ormai centrale nell’universo narrativo di Zerocalcare.
Il significato del titolo
Il titolo Due spicci non rimanda soltanto al denaro. Il riferimento è anche ai “buffi”, cioè ai debiti in senso più ampio: non solo quelli economici, ma anche quelli affettivi, relazionali e interiori.
La serie lavora proprio su questa idea di saldo sospeso. Ci sono conti da fare con se stessi, con gli altri e con il tempo passato. Il tema del ricalcolo del percorso, davanti a una strada che si chiude, diventa una delle immagini centrali del nuovo progetto.
Il terzo capitolo animato di Zerocalcare
Con Due spicci, Zerocalcare firma il suo terzo lavoro seriale per Netflix. Le tre serie condividono alcuni personaggi e lo stesso immaginario, ma raccontano storie autonome, non legate da una continuità narrativa diretta.
Dopo Strappare lungo i bordi, uscito nel 2021, e Questo mondo non mi renderà cattivo, arrivato nel 2023, il nuovo titolo appare come una tappa di bilancio. Zerocalcare ha definito questo lavoro come la chiusura di una trilogia ideale, una resa dei conti con i personaggi e con il percorso compiuto finora nell’animazione.
Il cast vocale e il ritorno dell’Armadillo
Anche in Due spicci, Zerocalcare presta la voce a gran parte dei personaggi. L’Armadillo, figura chiave del suo universo narrativo, è invece interpretato da Valerio Mastandrea, presenza già centrale nei precedenti progetti animati dell’autore.
Il ritorno dell’Armadillo rafforza la continuità con le serie precedenti, ma il nuovo racconto si concentra su una fase diversa: meno sul debutto dei personaggi e più sulla necessità di fare i conti con ciò che è rimasto irrisolto.
Coez nella colonna sonora
Tra gli elementi musicali della serie c’è anche Ci vuole una laurea, brano originale di Coez realizzato per Due spicci. Il pezzo è stato pubblicato l’8 maggio e anticipa alcune delle atmosfere del racconto, tra malinconia, ironia e fragilità quotidiane.
La canzone si inserisce nel tono della serie, accompagnando una narrazione che affronta rapporti messi alla prova, consapevolezze difficili e passaggi di crescita non lineari.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

