Una canzone registrata da Fausto Rossi tra Roma e Londra, mai distribuita e oggi dimenticata. Il suono di un artista in fuga da se stesso

Fausto Rossi – già noto come Faust’O – fu tra i musicisti più elusivi della scena italiana. Dopo un inizio new wave radicale, negli anni ’90 si ritirò quasi completamente. Ma nel 1995 incise un brano anomalo: Broken Guitars and Liquid Walls, una ballata in inglese su base elettronica minimale, contaminata da blues.
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Fuori catalogo per scelta
Il pezzo fu registrato a Roma e missato in Inghilterra, ma non uscì mai. L’artista lo considerava “troppo emotivo, troppo lineare, troppo vero”. Solo una demo in cassetta fu inviata a due giornalisti musicali. Nessuna radio la trasmise. Nessuna etichetta la conservò.
Una traccia sopravvissuta
Un collezionista ha digitalizzato la cassetta negli anni Duemila e diffuso il file in un forum, poi chiuso. Il brano – con voce sussurrata, testo spezzato e sintetizzatori scordati – è forse il punto più vulnerabile e diretto della sua intera discografia.
Il blues che non cerca pubblico
È raro che un artista scelga consapevolmente di non farsi ascoltare. Rossi lo ha fatto. Ha scritto una canzone vera e l’ha seppellita. Oggi che emerge, risuona come un’eco intima, disarmata. Un blues per sé stessi, non per gli altri.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

