Mer. Mag 27th, 2026

“Una di famiglia”, la recensione del bestseller da cui è tratto il film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried

Il 1 gennaio 2026 arriva in tutte le sale italiane “Una di famiglia” (The Housemaid), il thriller psicologico tratto dal libro di Frida McFadden

“Se mai uscirò da questa casa, sarà con le manette ai polsi.”

Uscirà in Italia il 1 gennaio “Una di famiglia”, il thriller psicologico dai toni dark tratto dall’omonimo bestseller internazionale (oltre 10 milioni di copie vendute) di Freida McFadden, edito da Newton Compton Editori.

La trama

Il film, diretto da Paul Feig (“Le amiche della sposa” e “Un piccolo favore”), con Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar e Michele Morrone, prodotto da Feigco Entertainment, Hidden Pictures e Lionsgate e distribuito in Italia da 01 Distribution, racconta la storia di Millie, una ragazza disperata in cerca di lavoro per ricominciare una nuova vita, che si ritrova governante intrappolata nei segreti di una ricca e ambigua famiglia, i Winchester.

Man mano che passano i giorni, Millie si rende conto che non tutto è oro quello che luccica e che, soprattutto, non è tutto reale ciò che sembrava perfetto. Capisce che c’è qualcosa da cui deve proteggersi. Ma da cosa, esattamente, non lo si capirà se non in fondo alla storia. Molto in fondo.

Struttura, storia e personaggi

“E però non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione di disagio che mi ha assalita. Una sensazione che mi suggerisce di andarmene finché sono in tempo.”

La storia si presta a tante letture, esplorando l’ambiguità della dicotomia tra ruolo sociale e la personalità privata che si svela solo al riparo delle mura domestiche. Una realtà contraddittoria che si svela lentamente attraverso brevi capitoli in cui l’io narrante è inizialmente Millie, per poi arrivare ad un cambio di prospettiva che lascia a bocca aperta.

La struttura narrativa è molto scorrevole, con un ritmo che riesce a mantenere alta la tensione e a sorprendere con colpi di scena inattesi.

La storia si mostra infatti chiara fin dall’inizio e i personaggi, ben delineati, sembrano davvero essere quello che sono… apparentemente. Ma andando avanti con la lettura si avverte un senso di disagio, come una nota stonata che non si riesce a cogliere. Il dubbio striscia attraverso il racconto e si insinua nella mente del lettore, fino a quando le dinamiche che sembravano inizialmente chiare cambiano all’improvviso l’equilibrio della storia alterando i contorni delle relazioni e dei rapporti di forza tra gli abitanti della casa.

Emerge così una realtà capace di ribaltare tutto, in cui la natura umana appare in tutta la sua fragilità evidenziando quanto possa essere facile superare il confine sottile tra l’essere vittima o carnefice.

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