Lun. Ago 10th, 2026

Masters of the Universe, il ritorno di He-Man tra nostalgia anni Ottanta, camei e nuove origini

Masters of the Universe
Masters of the Universe

Il live-action diretto da Travis Knight riporta al cinema il franchise Mattel con Nicholas Galitzine nei panni di Adam/He-Man e Jared Leto in quelli di Skeletor. Nel film anche Camila Mendes, Idris Elba, Alison Brie e un omaggio diretto al cult del 1987…

Arriva oggi nelle sale italiane Masters of the Universe, nuovo film live-action dedicato al celebre franchise Mattel nato nei primi anni Ottanta. Alla regia c’è Travis Knight, già autore di Kubo e la spada magica e Bumblebee, chiamato a riportare sul grande schermo uno degli universi fantasy più riconoscibili della cultura pop.

Il film vede Nicholas Galitzine nel ruolo di Adam/He-Man, principe di Eternia separato per quindici anni dal suo mondo. Accanto a lui ci sono Camila Mendes nei panni di Teela, Idris Elba in quelli di Duncan/Man-At-Arms e Jared Leto nel ruolo di Skeletor. Completano il cast Alison Brie, Morena Baccarin, James Purefoy, Charlotte Riley, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Sasheer Zamata, Jon Xue Zhang e Kristen Wiig.

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La trama: Adam torna su Eternia

La storia riparte dalla Spada del Potere, che conduce il principe Adam di nuovo su Eternia dopo quindici anni di lontananza. Il ritorno, però, coincide con la scoperta di un regno devastato dal dominio di Skeletor, deciso a piegare il pianeta e a impadronirsi del potere custodito a Castle Grayskull.

Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam dovrà ritrovare Teela e Man-At-Arms, ricostruire il legame con il proprio passato e accettare il destino di He-Man, l’uomo più potente dell’universo. Il film lavora così su un doppio binario: l’avventura fantasy e il racconto di formazione di un eroe che non nasce già pronto, ma deve riconoscere il proprio ruolo.

Travis Knight e il peso della memoria

Knight affronta Masters of the Universe come un progetto fondato sulla memoria, ma non bloccato dalla nostalgia. Il film recupera materiali provenienti dalle diverse incarnazioni del franchise: i mini-comics Mattel distribuiti con le action figure, la serie animata Filmation del 1983, il film live-action del 1987, il reboot animato dei primi anni Duemila e le versioni più recenti arrivate su Netflix.

La nuova versione tiene conto anche degli aspetti più eccentrici dell’immaginario originale, compresi nomi, creature e armi nate per il mondo dei giocattoli. Il risultato punta a tradurre quel linguaggio in un racconto cinematografico più ampio, dove il tono fantastico convive con una certa consapevolezza del materiale di partenza.

Nicholas Galitzine, da Adam a He-Man

Per interpretare He-Man, Nicholas Galitzine ha affrontato una preparazione fisica intensa, basata su mesi di pesi, cardio e sequenze di combattimento. La trasformazione non riguarda solo il corpo: il film insiste sul contrasto tra l’Adam cresciuto sulla Terra e il guerriero che Eternia attende da anni.

Anche il look del personaggio è stato costruito con attenzione al modello originale. I capelli scuri dell’attore sono stati tinti di biondo e tagliati per richiamare la silhouette dell’action figure e del cartone animato, senza riprodurre in modo letterale il taglio classico. Il lavoro sul corpo ha incluso anche test di trucco e abbronzatura per ottenere un effetto vicino alla superficie plastica delle vecchie figure Mattel.

Teela, Man-At-Arms e il fronte di Eternia

Camila Mendes interpreta una Teela più dura e autonoma, cresciuta in un mondo segnato dalla caduta del regno. Il suo personaggio non è soltanto una guerriera: è una figura centrale nel ritorno di Adam, la prima a ricollegarlo davvero alla memoria di Eternia.

Idris Elba dà corpo a Man-At-Arms, capo militare, inventore e padre adottivo di Teela. Il film lo presenta come un uomo legato alla disciplina e alla protezione, ma anche a una difficoltà emotiva che incide sui rapporti con i giovani guerrieri cresciuti sotto la sua guida.

Skeletor, Evil-Lyn e i volti del male

Il villain principale è Skeletor, interpretato da Jared Leto. Il personaggio viene costruito come il contrario morale di Adam: se He-Man deve dimostrare di essere degno del potere, Skeletor lo cerca come strumento di dominio. La sua voce e il suo aspetto sono stati ripensati per il live-action, senza limitarsi a imitare le versioni precedenti.

Accanto a lui c’è Evil-Lyn, interpretata da Alison Brie, figura ambigua e instabile, legata a Skeletor da un rapporto di alleanza e rivalità. Tra i suoi servitori compaiono anche Beast Man, Trap Jaw, Tri-Klops, Spikor e Goat Man, quest’ultimo interpretato da Hafþór Júlíus Björnsson, noto al pubblico televisivo come “La Montagna” di Game of Thrones.

Il legame con il film del 1987

Uno degli elementi più rilevanti del nuovo Masters of the Universe è il collegamento con il film cult del 1987, interpretato da Dolph Lundgren. L’attore torna nel nuovo live-action con un cameo nei panni di un misterioso sollevatore di pesi incontrato da Adam in palestra.

La scena ha anche un valore simbolico: il vecchio He-Man passa idealmente il testimone al nuovo, offrendo al protagonista una frase chiave sul rapporto tra forza fisica e identità. Non è l’unico riferimento al film del 1987: tornano anche Karg e Pigboy, due figure legate alla corte di Skeletor nella versione con Frank Langella.

Brian May nella colonna sonora

Tra le curiosità più significative c’è la presenza di Brian May, chitarrista dei Queen, nella colonna sonora firmata da Daniel Pemberton. Il suono della sua chitarra accompagna alcuni passaggi legati al potere di Adam e alla trasformazione in He-Man.

La collaborazione è nata da una sessione nello studio personale di May, durante la quale il musicista ha inciso riff destinati a entrare nella partitura del film. Alla fine della sessione, May ha anche recuperato due scatole di giocattoli Masters of the Universe appartenuti al figlio, confermando un legame inatteso con l’universo di He-Man.

Castle Grayskull, spade e armi reali

Il mondo di Eternia è stato costruito in parte negli Sky Elstree Studios, nell’area nord di Londra, dove la produzione ha occupato diversi teatri di posa e spazi esterni. Il set ha incluso anche il celebre ingresso di Castle Grayskull, con la sua “Jaw Bridge”, e grandi ambienti legati al palazzo di Eternia.

Per l’interno di Castle Grayskull, la produzione si è ispirata anche alla Wells Cathedral nel Somerset, consacrata nel 1239, cercando un equilibrio tra pietra, oro e monumentalità religiosa. La Spada del Potere, centrale nella trama, è stata realizzata in circa venti versioni diverse: una per i primi piani, altre leggere, morbide, corte o flessibili per le scene d’azione.

Anche l’arma di Skeletor ha avuto una soluzione pratica particolare: il bastone del villain è stato costruito in una versione magnetica, capace di restare in piedi grazie a un elettromagnete collegato al pavimento.

Creature, protesi e trasformazioni

Il film lavora molto anche sul lato fisico dei personaggi secondari. Per Tri-Klops, il disco rotante con gli occhi limitava realmente la vista dell’attore, costretto a orientarsi attraverso piccole fessure. Trap Jaw ha richiesto un pesante lavoro prostetico sulla mascella e sul braccio meccanico, mentre Spikor comportava sedute di trucco di quattro o cinque ore, con applicazioni su volto, collo e corpo.

Sono dettagli che confermano la scelta di non affidare tutto alla sola dimensione digitale. L’universo di Masters of the Universe nasce da oggetti, accessori e corpi riconoscibili: il film prova a conservarne la componente materiale, adattandola a un immaginario da grande produzione fantasy.

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