Lun. Ott 26th, 2026

“Tutte le mattine di Sybil”: la recensione del libro di Virginia Evans

“Tutte le mattine di Sybil”: la recensione del libro di Virginia Evans
“Tutte le mattine di Sybil”: la recensione del libro di Virginia Evans

Tutte le mattine di Sybil, romanzo di Virginia Evans edito da Rizzoli, parla di solitudine, maternità, rapporti familiari, perdita e occasioni perdute e della possibilità di fare pace con il proprio passato

“No c’è forse qualcosa di meraviglioso nel pensare che la storia di una vita in qualche modo si conserva, che un giorno per qualcuno questa lettera potrà significa qualcosa, anche una cosa piccolissima?”

Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans, edito da Rizzoli, è uno di quei romanzi che conquistano poco alla volta.

La trama del libro

La protagonista, Sybil Van Antwerp, ha 73 anni, è madre, divorziata ed è ormai in pensione. È una donna intelligente, con una lunga e intensa carriera legale alle spalle. Ogni mattina dedica del tempo alla scrittura di missive indirizzate ad amici, familiari, conoscenti e persino sconosciuti, come scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi. Ha iniziato all’età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno ora che la vista comincia a vacillare inesorabilmente.

Ho cominciato a scrivere lettere perché, a quanto sembra, la mia madre naturale (da bambina per me era la mia mamma «vera») le scriveva. lo mi ci sono aggrappata e nella corrispondenza, inspiegabilmente, provavo sollievo. Potevo scrivere a chiunque. Potevo prendermi il tempo di pensare cosa volevo dire, esercitarmi, riscrivere e ottenere esattamente ciò che volevo. Per me era molto più facile scrivere che sostenere una conversazione. Ero spaventosamente insicura. Mi sentivo una persona stranissima.

Èd è proprio la scelta narrativa ad essere uno degli aspetti più interessanti del libro: non assistiamo direttamente allo svolgersi degli eventi, ma li ricostruiamo attraverso lo scambio epistolare tra i personaggi. Ogni lettera aggiunge un tassello al ritratto di Sybil e del contesto dei suoi rapporti personali, mostrando quanto possa essere a volte più facile scrivere ciò che non riusciamo a dire ad alta voce. Ed è quindi proprio attraverso questa corrispondenza che impariamo a conoscerla, scoprendo gradualmente, lettera dopo lettera, i suoi affetti, le sue contraddizioni, i suoi rimorsi e rimpianti e le ferite che ancora porta dentro di sé e che non ha mai avuto il coraggio di rivelare, neanche ai suoi affetti più cari. Non è un personaggio facile da amare: è molto orgogliosa, giudicante, rigida anche nelle dimostrazioni di affetto. Eppure è proprio la sua imperfezione a renderla umana e a farci affezionare a lei.

Le lettere ricordano che le relazioni non si costruiscono soltanto attraverso ciò che diciamo, ma anche attraverso ciò che scegliamo di condividere

Le lettere per me sono assai più significative di qualsiasi cosa io abbia fatto in campo giuridico. Sono il pilastro della mia vita, mentre la professione legale è durata solo una trentina d’anni. Quello di cancelliera era un lavoro; le lettere esprimono la persona che sono. Non ho la più pallida idea di quante ne abbia scritte. Di certo non ne ho tenuto conto mentre le scrivevo e non vado mai a controllare quante siano quelle ricevute.

Queste lettere per Sybil richiedono tempo, attenzione e la disponibilità ad aspettare una risposta, assumendosi anche il rischio di non riceverla. E ricordano che le relazioni non si costruiscono soltanto attraverso ciò che diciamo, ma anche attraverso ciò che scegliamo di condividere o di nascondere.

La struttura epistolare con cui è costruito il romanzo richiede sicuramente un po’ di attenzione e uno sforzo iniziale per orientarsi tra i diversi interlocutori e riprendere di volta in volta le fila delle diverse corrispondenze. Ma la sua forza sta proprio nella capacità di rivelare, pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, ciò che si cela dietro le apparenze.

Da giovane, scrivendo lettere, ho trovato una disciplina che mi facilitava la vita e questo non è mai cambiato. Tuttavia, mi chiedo se, portando avanti per corrispondenza i rapporti più intimi della mia vita, sin da bambina non abbia messo una distanza tra me e gli altri. Penso che sia vero che le lettere mi hanno isolato, che sono state uno scudo, come la professione legale mi ha isolata da un rapporto diretto con l’umanità, e non cambierei una virgola, ma mi trovo, in vecchiaia, a volere vicinanza. Voglio vicinanza.

Tutte le mattine di Sybil è un libro leggero e intenso allo stesso tempo. Un romanzo che, in modo delicato e intelligente, ci ricorda che non è mai troppo tardi per affrontare il dolore, riconoscere le proprie fragilità e provare a ricominciare nonostante i rimorsi e i rimpianti, facendo pace con i propri errori e con il passato.

Chi è Virginia Evans

Virginia Evans è un’autrice statunitense, vincitrice nel 2026 del Women’s Prize for Fiction. Ha conseguito la laurea triennale in letteratura inglese presso la James Madison University. Nel 2019, insieme alla sua famiglia, si è trasferita dagli Stati Uniti a Dublino per frequentare un master in scrittura creativa presso il Trinity College di Dublino. Nel 2026 Rizzoli pubblica in Italia Tutte le mattine di Sybil, vincitore del Women’s Prize for Fiction.

Related Post

Commenta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uozzart

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere