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Spettacolo: “Massima apertura al Parlamento per riforma sistema previdenziale”

Il Ministro Franceschini sulla riforma previdenziale del settore spettacolo: “Tra le misure l’adeguamento al trattamento pensionistico a carattere discontinuo, così come le forme di tutela in caso di malattia e l’introduzione di un’indennità per la disoccupazione dei lavoratori autonomi dello spettacolo detta Alas”

“La crisi pandemica ha drammaticamente reso evidente la carenza di tutela dei lavoratori dello spettacolo portando finalmente, al centro dell’agenda politica, il tema dell’assetto giuridico, giuslavoristico e previdenziale dell’intero settore. Muovendo dall’iniziative di riforma del settore contenute nelle numerose proposte di legge presentate, nonché dai rilievi emersi dall’indagine conoscitiva portata avanti dal Parlamento, il MiC ha presentato un disegno di legge che prevede adeguate misure fiscali e previdenziali in modo da correggere tutte le storture esistenti”. Lo ha detto ieri il Ministro Franceschini nel corso del Question time alla Camera il Ministro della cultura Dario Franceschini in replica ad un’interrogazione presentata dalla deputata Di Giorgi. 

“Il percorso parlamentare è del tutto aperto e il governo è disponibile ad accogliere tutte le osservazioni e le proposte che il Parlamento farà”

“Molte di queste misure sono state anticipate dall’articolo 66 del decreto ‘Sostegni bis’ per farle entrare in vigore subito. Tra queste l’adeguamento al trattamento pensionistico a carattere discontinuo, così come le forme di tutela in caso di malattia e l’introduzione di un’indennità per la disoccupazione dei lavoratori autonomi dello spettacolo detta Alas.  Il disegno di legge propone la riapertura della delega legislativa di riforma dello spettacolo in forza della quale il governo potrà adottare decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni riguardanti l’intero settore. Il percorso parlamentare è del tutto aperto e il governo è disponibile ad accogliere tutte le osservazioni e le proposte che il Parlamento farà non solo perché su questo è evidentemente sovrano, ma perché sarebbero frutto di un lavoro che è durato mesi e che è culminato con l’indagine conoscitiva”. 

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