Revolution 9 è un brano di musica sperimentale dei Beatles, inciso per l’album del 1968. Si tratta di un collage sonoro, pieno di grida e altri rumori, che è stato indicato dai sostenitori della leggenda della morte di Paul McCartney come foriero di “indizi” a supporto di tale ipotesi

Revolution 9 è un brano di musica sperimentale dei Beatles, inciso per l’album The Beatles del 1968. Si tratta di un collage sonoro, pieno di grida e altri rumori alternati a fraseggi di pianoforte e un dipendente della EMI che, testando un nastro, ripete la frase: “number nine, number nine…”.
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La genesi del brano
Con la durata di oltre 8 minuti, rappresentò il pezzo più lungo dell’intera discografia dei Beatles. Ufficialmente firmato Lennon-McCartney, fu realizzato principalmente da Lennon insieme a Yōko Ono, che ha influenzato la natura sperimentale e avant garde del brano. Tra l’altro, Paul McCartney e il produttore George Martin opposero una forte resistenza alla sua pubblicazione.
La Ono presenziò alle sedute in studio, e secondo Lennon, lo aiutò a scegliere gli spezzoni e i nastri da usare in Revolution 9. In una intervista del 1992 concessa alla rivista Musician, George Harrison dichiarò invece che erano stati lui e Ringo Starr a selezionare i suoni, prendendoli dalla nastroteca della EMI, inclusa la voce del “numero 9”.
Il brano è stato indicato dai sostenitori della leggenda della morte di Paul McCartney come foriero di “indizi” a supporto di tale ipotesi
Revolution 9 comincia con una voce che scandisce tre volte le parole: «Number nine», che se ascoltate al contrario suonerebbero come: «Turn me on, dead man» (“eccitami, uomo morto”). Il numero 9 si riferirebbe sia alla somma delle lettere che compongono il nome McCartney, sia al giorno della presunta morte, avvenuta il 9 novembre 1966.
Fra i rumori che compongono questo brano (non propriamente musicale) c’è anche una frenata d’automobile e uno schianto. Poi, ascoltando la traccia al contrario, si sentirebbe una voce che grida: «Get Me Out! Get Me Out!» (“Tiratemi fuori! Tiratemi fuori!”) presumibilmente dall’auto in fiamme. Quindi un coro che sembra ripetere: «Paul is dead, Paul is dead», e una voce che grida velocemente: «I’m died!» (“Io sono morto!”).
In conclusione, ci sono anche delle voci, forse di Lennon e Harrison, che dicono: «The watusi… The twist… Eldorado…». Queste, ascoltate al contrario, sembrano dire: «Paul is dead… since the… his suicide» (“Paul è morto… fin dal… suo suicidio”).
La leggenda della morte di Paul McCartney
La leggenda della morte di Paul McCartney è una nota teoria del complotto sul mondo del rock. Iniziata a circolare dal 1969, sostiene che il bassista dei Beatles Paul McCartney sia morto nel 1966 in un incidente stradale e che, quindi, sia stato sostituito da un sosia in tutte le apparizioni pubbliche da quel momento in poi.
La canzone Revolution 9
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

