Phoebe Philo, acclamata fashion designer britannica, direttrice creativa di Chloé dal 2001 al 2006 e di Céline dal 2008 al 2018, ha lasciato un segno indelebile nel mondo della moda con il suo tributo affascinante a Yves Klein, l’artista visionario francese noto per il suo inconfondibile blu

Phoebe Philo, acclamata fashion designer britannica, direttrice creativa di Chloé dal 2001 al 2006 e di Céline dal 2008 al 2018, ha lasciato un segno indelebile nel mondo della moda con il suo tributo affascinante a Yves Klein, l’artista visionario francese noto per il suo inconfondibile blu.
Nella collezione Spring/Summer 2017 di Céline, Philo ha trasformato l’arte astratta di Klein in un’esperienza di moda unica, presentando un capo in particolare, capace di catturare l’essenza della sua innovazione. L’abito, denominato “Ensemble” e conservato al Metropolitan Museum of Art di New York (donato da Céline al museo nel 2023), rimane un esempio iconico di come l’arte e la moda possano intrecciarsi. E oggi, anni dopo la sua creazione, continuiamo a esplorarne il significato e l’impatto duraturo.
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Yves Klein: Il maestro del blu
Yves Klein, nato a Nizza nel 1928 e morto a Parigi nel 1962, è celebre per il suo uso del colore blu, che ha brevettato come International Klein Blue (IKB) nel 1960. Questo colore saturo e ipnotico è diventato il segno distintivo di Klein e ha giocato un ruolo fondamentale nel suo lavoro. L’IKB era per Klein uno strumento per catturare l’essenza spirituale piuttosto che fisica delle cose.
Le sue opere, spesso più astratte che figurative, lo hanno reso uno dei massimi esponenti del movimento artistico francese noto come Nuovo Realismo. Questo movimento ha introdotto una nuova visione della realtà nell’arte, rendendo le opere più aperte all’interpretazione e rompendo con le convenzioni tradizionali.
Phoebe Philo e l’eredità di Klein
Nella collezione Spring/Summer 2017 di Céline, Phoebe Philo ha integrato l’IKB e le forme distintive dei lavori di Klein in una sua creazione. Un abito in particolare presenta in modo evidente l’influenza della serie “Anthropometries” di Klein.
In questa serie, Klein utilizzava donne nude come pennelli viventi, creando una performance artistica unica in cui le modelle, coperte di vernice, lasciavano impronte su carta sotto la direzione dell’artista. Questa performance era accompagnata dalla “Monotone Symphony”, una sinfonia monotona di venti minuti seguita da venti minuti di silenzio, e da cocktail IKB, rendendo l’evento un’esperienza multisensoriale.
L’abito come atto di riappropriazione
L’uso del corpo femminile come “pennello umano” nelle “Anthropometries” di Klein ha sollevato critiche per il suo potenziale rinforzo dei valori patriarcali, dati i rapporti di potere squilibrati tra artista e modella.
Tuttavia, Phoebe Philo, sovrapponendo il corpo femminile con una stampa del corpo femminile su un abito, ha invertito questo equilibrio di potere in un atto di riappropriazione. L’abito di Céline diventa così non solo un omaggio all’arte di Klein, ma anche una dichiarazione di empowerment femminile.
Caratteristiche dell’abito
L’abito “Ensemble” di Céline è un esempio straordinario di come l’arte e la moda possano intrecciarsi. Realizzato con materiali come ramia, viscosa, lycra, cotone e pelle, l’abito incarna l’essenza del design moderno e dell’arte astratta.
Philo ha saputo catturare l’innovazione di Klein, reinterpretandola attraverso la lente della moda contemporanea, creando così un pezzo che è sia un omaggio che una reinterpretazione critica.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

