Secondo il New York Times, L’Amica Geniale, la serie tratta dalla celebre quadrilogia napoletana di Elena Ferrante, è tra le migliori dieci produzioni televisive del 2024

Secondo il New York Times, L’Amica Geniale, la serie tratta dalla celebre quadrilogia napoletana di Elena Ferrante, è tra le migliori dieci produzioni televisive del 2024.
“Una meraviglia dall’inizio alla fine”
“È un mistero per me perché l’ipnotico adattamento dei popolarissimi romanzi di Elena Ferrante non abbia mai conquistato una vasta audience qui negli Stati Uniti”. A scriverlo è James Poniewozik, critico tv del quotidiano. A suo parere, la produzione Rai-HBO “è una meraviglia dall’inizio alla fine”.
La serie racconta la storia di Elena Greco e della sua migliore amica Raffaella “Lila” Cerullo
La quarta e ultima stagione della saga è stata presentata in anteprima mondiale ad agosto al MoMA, durante il Tribeca Film Festival. Ed è in onda in Italia su Rai 1 dall’11 novembre. La serie racconta la storia di Elena Greco e della sua migliore amica Raffaella “Lila” Cerullo, attraverso sessant’anni di vicende personali intrecciate alla storia dell’Italia. Questa ultima parte si concentra sugli anni adulti delle due protagoniste, che, tra maternità, tradimenti, sparizioni, minacce e disastri naturali, si ritrovano di nuovo a vivere nello stesso quartiere.
L’Amica Geniale e le altre serie nella top ten rappresentano la “tv da amare”
Il New York Times sottolinea che il 2024 è stato un anno ricco di “buona televisione”, ma che L’Amica Geniale e le altre serie nella top ten rappresentano la “tv da amare”. Tra i titoli in classifica figurano anche English Teacher, Fantasmas, Il Jerrod Carmichael Reality Show, John Mulaney Presents: Everybody’s in L.A., Say Nothing, Shogun, Somebody Somewhere e la copertura dei Giochi Olimpici di Parigi su Peacock.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

